Mutui sempre più cari anche se i tassi scendono. Le banche gonfiano i loro guadagni

Lo spread sui mutui, cioè il ricarico delle banche, "si mangia" il vantaggio dell'Euribor e dell'Irs ai minimi. E così una rata costa 100 euro in più che a settembre

C’è spread e spread. Il più famoso, di cui ormai parlano anche i bambini, è quello tra il rendimento del Btp italiano e del suo cugino tedesco, il bund, ed è considerato il principale termometro della nostra (in)stabilità economica e della nostra vicinanza al default. Ma in attesa di un evento catastrofico e, si spera, evitabile, vale la pena di seguire un altro spread, meno “pubblicizzato” e forse per questo più subdolo. E sicuramente con un impatto più immediato sulle tasche di chi sta per contrarre un mutuo.

Lo spread in questione è quello che le banche applicano sui tassi di riferimento dei mutui, cioè la differenza tra quanto il mutuo costa a loro e quanto costa a noi. In una parola, il ricarico della banca. Sostanzialmente le banche annullano il vantaggio che il cliente potrebbe ricavare da tassi-base ai minimi storici aumentando il loro margine. E questo vale tanto per i mutui a tasso variabile che fanno riferimento in genere all’Euribor (a 3 mesi), quanto per quelli a tasso fisso che hanno come base l’Irs (a 20 anni).

Oltre 100 euro in più al mese per un mutuo trentennale di 150mila euro

Le rilevazioni fatte attraverso MutuiOnline mostrano che rispetto a 4 mesi fa gli spread sui mutui applicati dalle banche sono più che raddoppiati. A parità di importi richiesti e di durata del rimborso, chi stipula un mutuo ora ha una rata mensile sensibilmente più alta. E questo anche se l’Euribor a 3 mesi da settembre è sceso del 22% (da 1,55 a 1,21%) e l’Irs a 20 anni del 17% (da 3,12 a 2,59%).

Ad esempio, per un mutuo a tasso variabile di 150mila euro e durata 30 anni, la rata media aumenta così:

Tasso globale
di cui: – Euribor
– spread banca Rata mensile
Aumento
 Settembre 2011 2,95% 1,5% 1,45% € 627
 Gennaio 2012 4,35% 1,2% 3,15% € 746 + € 119

Invece, per un mutuo di pari importo e durata a tasso fisso, la rata media aumenta così:

Tasso globale
di cui: – Irs
– spread banca Rata mensile
Aumento
 Settembre 2011 4,47% 3% 1,47% € 758
 Gennaio 2012 5,66% 2,5% 3,1% € 866 + € 108

Queste condizioni si applicano ovviamente ai mutui stipulati ora, mentre gli spread fissati a suo tempo non vengono modificati. Però l’effetto combinato dell’aumento dei tassi e della stretta sul credito, ha fatto crollare la domanda di mutui, praticamente dimezzandola (- 41%). Un altro circolo vizioso innescato dalla crisi finanziaria. (A.D.M.)

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