Mutui: il ritorno delle surroghe, cresce ancora il tasso fisso

Lo rileva l'ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it. Ennesimo minimo storico dei tassi di interesse

(Teleborsa) Se a fine del 2017 si è registrata un’inversione di tendenza e un superamento della proporzione tra nuovi mutui e surroghe, emerge, per questo primo trimestre in corso, che ancora il 47% delle richieste di mutuo sono finalizzate alla surroga a fronte di un calo registrato nel 4° trimestre 2017 in cui le richieste segnavano il 44,6%. Lo rileva l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it (dati aggiornati al 28 febbraio)

Cresce ancora il tasso fisso –  Continuano a crescere senza sosta le richieste di mutui a tasso fisso, che segna il 78,2% rispetto al 76,0% di fine 2017. Come già evidenziato all’interno della notizia “Mutui: tasso variabile al minimo storico, ma vince ancora il fisso”, pubblicata sempre da Mutuionline, gli italiani continuano ad acquistare la loro assicurazione sul futuro con un mutuo a tasso fisso, invogliati dalla battaglia che ormai da qualche tempo le banche conducono sul mercato a colpi di offerte e spread al ribasso. Rimane una fetta ridotta per il variabile che scende al 19,2% (dopo il 20,8%), mentre l’1,6% sono mutui a tasso variabile con CAP.

ANCORA MINIMO STORICO DEI TASSI DI INTERESSE –  Ennesimo ribasso del tasso fisso che ha segnato a febbraio il 2,11% contro il 2,12% del mese precedente e del tasso variabile che conferma la sua ormai inarrestabile discesa e fa rilevare lo 0,89%, contro lo 0,92% di gennaio. Un anno fa, nel marzo 2017, era 1,04%.

IMPORTO MEDIOL’importo medio  torna su livelli di maggior cautela segnando 126.784 euro, quando il 2017 si era chiuso con un rialzo a 128.581 euro. Per contro, le banche concedono un importo medio più alto, 125.927 euro in questo primo periodo dell’anno, in crescita di oltre 2.500 euro rispetto al quarto trimestre 2017.

IL PROFILO TIPO DI CHI RICHIEDE UN MUTUO – È in prevalenza del nord Italia (40,9% del campione), ha fra i 36 e i 45 anni (44,1%), un lavoro a tempo indeterminato (82,1%) e un reddito tra i 1.500 e i 2.000 euro (37,5%). Se poi ci spostiamo sul fronte erogazioni, i dati della domanda sono ancora più evidenti, con una provenienza dal Nord del 45,6% dei destinatari dei finanziamenti, età fra i 36 e i 45 anni nel 44,4% dei casi, un reddito fra i 1.500 e i 2.000 euro nel 38,9% delle concessioni e un lavoro a tempo indeterminato per l’86,1% del campione.

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