Mutui, domande dimezzate nel 2012. Prezzi delle case in calo. La crisi del mattone si fa più pesante

Crollo delle richieste di mutuo e dei prezzi degli immobili. L'indagine trimestrale del Crif dipinge uno scenario fortemente recessivo. Per le famiglie, quadro aggravato dai tagli alle detrazioni voluti dal governo

Nonostante i prezzi delle case proseguano la china in discesa che ha segnato tutto il 2012,  le domande e le erogazioni dei mutui si contraggono ulteriormente.
Secondo i dati di Bussola Mutui (Crif – Mutui Supermerket) riferiti al terzo trimestre 2012, il calo delle richieste di mutuo nei primi 9 mesi del 2012 rispetto all’anno precedente è stato del 44%, mentre le compravendite registrano una flessione del 25,3% nel terzo trimestre 2012 (segnava ‐19,6% del primo trimestre dell’anno).
I dati destano ulteriori perplessità se si considera che non sono giustificati da un rincaro degli immobili. Tutt’altro. La contrazione del prezzo medio al metro quadro registra un ‐8,4% rispetto al terzo trimestre 2011. Il calo delle quotazioni è particolarmente sensibile al Sud e nelle Isole (‐11,4% rispetto al terzo trimestre 2011), mentre è meno forte al Centro (‐5,3% sempre rispetto al terzo trimestre 2011).

La notizia non preoccupa solo il settore immobiliare, o chi è in procinto di acquistare o di vendere un immobile: l’Italia è il Paese dei piccoli proprietari e se dovvesse davvero crolllare il “sistema casa” ci ritroveremmo tutti più poveri, con un ulteriore effetto depressivo sui consumi. Senza contare che il sistema creditizio andrebbe in tilt, dovendo affrontare il calo di entrate provenienti dagli interessi sui mutui e contemporaneamente la perdita di valore degli immobili a garanzia.

Non c’è mutuo senza garante
In un periodo in cui ottenere denaro dalle banche è davvero difficile, il ricorso a figure di garanzia e sostegno alla richiesta del finanziamento diventa una pratica consolidata. Secondo le analisi del broker online Mutui.it il 27% dei mutui erogati negli ultimi sei mesi vedeva la presenza di un garante. Ciò significa che oltre un mutuo su quattro ha bisogno di una figura esterna che garantisca il costante pagamento delle rate che, secondo l’indagine condotta, sono destinate nel 74% dei casi all’acquisto della prima abitazione. Una necessità, non un investimento o un capriccio.

Dove i ricchi possono
Da New York al Chianti, il mattone di lusso non conosce crisi. Anzi. Un recente articolo del Corriere.it evidenzia i dati positivi del mercato degli immobili più esclusivi. Agli oligarchi europei e americani fanno concorrenza ormai russi, cinesi, asiatici. Qualche flessione a Milano e a Roma c’è stata, sostengono gli esperti, ma i pezzi più prestigiosi hanno un mercato sganciato dall’andamento dell’economia reale.

2013, falciate le detrazioni il mutuo si appesantisce
Le brutte sorprese potrebbero non essere finite se si considera che la legge di Stabilità così come è stata disegnata dal Governo, infliggerà sulle famiglie italiane che stanno pagando le rate per l’abitazione un’ulteriore batosta: con il tetto alle detrazioni fissato a 3mila euro, il mutuo rischia di mangiarsi tutta la capacità di ‘sconto’ e le famiglie perdono l’intera detraibilità della polizza.

Una luce in fondo al tunnel?
Se gli ultimi dati confermano l’andamento recessivo del mercato, potrebbero tuttavia esistere anche i presupposti per una “una progressiva riduzione degli spread sui mutui e un allentamento dei criteri di credito degli istituti”, che traggono beneficio dalla forte discesa dello spread BTp‐Bund, come sottolinea Stefano Rossini, di MutuiSupermarket.

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