Mutui, domanda in caduta libera

Le famiglie stanno rinunciando a chiedere prestiti alle banche. Sulla scelta pesa il caro spread

La caduta non si ferma. Prosegue la contrazione della richiesta dei mutui da parte delle famiglie italiane. A ottobre si è registrato un meno 33% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una crescita di dieci punti percentuali rispetto al dato di settembre e di 19 punti rispetto a luglio.

La notizia arriva dall’Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie del Crif. Secondo il direttore generale del Crif, Enrico Lodi, “ormai le famiglie italiane vivono una specie di autocensura preventiva. In altre parole rinunciano anche solo a chiedere un mutuo perché le probabilità di ottenerlo sono a loro volta in flessione. Le banche hanno scarsa disponibilità di denaro, non concedono volentieri dei prestiti e le persone neanche provano a chiederne”.

Una spiegazione che però non è da sola sufficiente a giustificare il crollo. Sull’atteggiamento delle famiglie incide non poco la crisi economica, la diffusione del lavoro precario e della cassa integrazione.
Inoltre si fa sempre più opprimente il rischio spread. Il ricarico delle banche è in continua ascesa, arrivando a toccare – in alcuni casi – punte del 4%. Come dice il Roberto Anedda, vicepresidente di Mutuionline, “l’incremento dello spread è forzato dal deprezzamento dei titoli di Stato italiani, che ha come conseguenza l’aumento del famoso spread, cioè del differenziale di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi”. In pratica il denaro costa sempre di più perché è sempre più oneroso approvvigionarsi di liquidità. Dunque le banche fanno fatica a operare se non a costi crescenti.
Con queste condizioni le banche sono diventate molto più selettive nella concessione di credito, passando al setaccio le possibilità economiche dei potenziali mutuatari.

Insomma in questo momento il mercato offre un mix di condizioni svantaggiose che non posso che mandare in depressione le richieste di prestiti. Una tendenza che neppure l’andamento del mercato immobiliare, previsto in decisa discesa, sembra cambiare.

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