Mutui: crisi aumenta i separati in casa. E ora la surroga conviene

Separarsi non è un buon affare, mentre può esserlo sostituire il vecchio mutuo con uno nuovo

In tempi di crisi economica separarsi non è affatto un buon affare. Questa è la sintesi dell’indagine condotta per Immobiliare.it dall’Istituto di ricerca Demoskopea che ha intervistato un campione rappresentativo dei circa 2.700.000 divorziati e separati italiani per evidenziare le conseguenze che una separazione ha sull’economia personale, con un’attenzione particolare all’argomento casa ed ai mutui per l’acquisto della stessa.

I NUMERI – In Italia sono ben 610.000 i divorziati che stanno ancora pagando le rate del mutuo ottenuto per comprare la casa coniugale. Dopo la fine del matrimonio più della metà dei separati prova a chiedere un nuovo mutuo alle banche (46,2% del campione, equivalente a 1.248.000 persone), ma quasi la metà di loro si vede negare la concessione. Il 42,2% dei divorziati denuncia una condizione economica peggiorata in seguito alla separazione, e proprio l’impossibilità di far fronte alle spese di una nuova casa spiegano perchè, nei primi dodici mesi successivi alla fine del matrimonio, il 57,8% dei separati dichiari di abitare ancora sotto il tetto coniugale.

LA SURROGA TORNA CONVENIENTE – Il sostanziale calo degli spread sui mutui registrato negli ultimi due anni apre notevoli possibilità di risparmio non solo per chi acquista casa ma anche per chi si è trovato a dover sottoscrivere un mutuo proprio negli anni di maggior rialzo degli spread stessi. Con un mutuo di surroga è infatti possibile sostituire senza alcun costo il vecchio mutuo e ottenere risparmi rilevanti. Le migliori offerte del momento consentono di accedere a tassi fissi appena sopra il 5%, con una riduzione anche oltre 1,5% rispetto ai tassi fissi in vigore durante il periodo peggiore della crisi finanziaria.

QUANTO SI PUO’ RISPARMIARE – Su un mutuo medio di 120.000 euro, scendere dell’1,5% significherebbe un risparmio di oltre 100 euro al mese, più di 1.000 euro all’anno. Inoltre, nell’arco dell’intera vita del mutuo, si calcola un risparmio totale di interessi passivi di oltre 20.000 euro per un mutuo a 20 anni, e di 30.000 euro per uno di 30 anni, le due durate più utilizzate per i mutui.
Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile gli spread sono calati in ugual misura e permettono quindi di passare ad un mutuo con uno spread minore e meno costoso. Inoltre, volendo puntare sulla stabilità di lungo termine dei tassi su livelli molto contenuti, si può considerare la possibilità di sostituire un tasso fisso con un variabile, incrementando ulteriormente il risparmio potenziale: i migliori tassi variabili per surroga sono infatti ormai sotto il 3%, e permetterebbero quindi di passare ad un mutuo con un tasso anche più che dimezzato rispetto ad un recente tasso fisso. Il risparmio sugli interessi potrebbe così arrivare anche a 300 euro al mese, ovvero quasi 4.000 euro annui, e permetterebbe di controbilanciare anche eventuali futuri rialzi dei tassi in anni più lontani.

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