Mutui, clausole iniziali blindate per legge

La variabilità può essere determinata solo dagli andamenti del mercato non da decisioni unilaterali della banca

Anche il tasso variabile rimarrà invariato. La contraddizione è solo apparente. Si tratta in realtà di una novità che riguarda la trasparenza nei contratti di credito ai consumatori, introdotta questa estate dal decreto legislativo 141 ed entrata in vigore in questo giorni.

La novità in questione è quella che riguarda il cosiddetto “ius variandi” nei contratti bancari, cioè il diritto di una delle due parti di modificare unilateralmente le condizioni, in particolare quelle economiche. Fino a oggi, nel caso dei contratti di credito, questa facoltà è stata esclusivamente della banca e il cliente ha avuto ben poche possibilità  di opporsi. Ora invece la legge stabilisce una distinzione fra contratti:

  a tempo indeterminato (ad esempio un conto corrente), per i quali di fatto viene confermata la possibilità di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali (tassi, prezzi ed altre condizioni);

  a tempo determinato o di durata (ad esempio un mutuo): per questo tipo di contratti la clausola dello ius variandi potrà essere inserita solo per un giustificato motivo e comunque non potrà mai riguardare i tassi di interesse.

Variano solo i parametri di mercato

Ciò significa che il tasso d’interesse descritto nel contratto verrà applicato per tutta la durata del mutuo. Ovviamente nei mutui a tasso variabile o indicizzato il tasso continuerà ad essere adeguato agli sviluppi di mercato, ma non potrà essere cambiato nella sua impostazione originaria.

Nel riportare la notizia il Ctcu (Centro Tutela consumatori Utenti) ci aiuta con un esempio: se il tasso è definito quale “Euribor 6 mesi 360 arrotondato al 1/10 + spread di 1,20%”, l’unico parametro parametro che può variare è il tasso di mercato Euribor. Con la nuova norma non è più possibile alzare lo spread a 1,50% a metà contratto, o addirittura introdurre una tasso-soglia minimo del 3% in un mutuo già in essere.

“Si tratta di una importante e grossa novità – affermano al Ctcu – per i mutuatari, che li pone al riparo da possibili bizzarrie e stranezze delle banche per quanto riguarda il costo fondamentale di un mutuo. È chiaro che eventuali clausole difformi da quanto previsto che si dovessero riscontrare nei contratti di mutuo si porrebbero in aperto contrasto con la legge e quindi sarebbero nulle o annullabili“.

Mutui, clausole iniziali blindate per legge