MPS, spunta un patto segreto. Si indaga su fondi e titolo

La vicenda sul Monte dei Paschi di Siena sta man mano tirando fuori piccoli "vasetti di pandora"

(fonte: Teleborsa) – Si allarga infatti l’inchiesta che ha investito la banca senese. I filoni dell’indagine riguarderebbero il reperimento di risorse per l’acquisizione di Antonveneta e per i finanziamenti alla Fondazione Monte dei Paschi; comunicazioni agli organi di vigilanza; operazioni sul titolo, per alterarne il valore e, da alcune settimane, anche le operazioni in derivati.

Nelle mani degli inquirenti senesi, secondo le indiscrezioni raccolte dall’Ansa, ci sarebbero elementi relativi a condotte fraudolente già dal 2007 dai manager di allora del Monte dei Paschi per reperire una parte dei circa dieci miliardi di euro versati alla banca Santander per l’acquisizione di Antonveneta e per finanziamenti a favore della Fondazione. E, sempre secondo gli inquirenti, tali condotte avrebbero riguardato in alcuni casi anche interventi per modificare il valore del titolo Antonveneta e configurare il reato di manipolazione del mercato.

Al centro dello scandalo anche i derivati. L’inchiesta ha preso in esame anche operazioni in derivati, facendo riferimento in particolare a alcune clausole contrattuali "aggiuntive" stipulate con Deutsche Bank e Nomura che avrebbero prima richiesto una forte liquidità e poi determinato la necessità di ricorrere a nuovi finanziamenti per arginare le perdite, ottenuti a condizioni fortemente penalizzanti per la banca.

Nel frattempo, l’amministratore delegato del Montepaschi, Fabrizio Viola, ha detto di essere fiducioso nei confronti della giustizia italiana. "Leggo come tutti la notizia di queste indagini su presunte tangenti e l’unica cosa che posso dire è che la banca ha l’assoluta fiducia nella giustizia" ha detto l’AD intervistato da SkyTg24, aggiungendo "qualora dovesse essere appurato qualcosa del genere, la banca evidentemente tutelerà, con tutte le sue forze, gli interessi nelle sedi opportune".

Domani, intanto, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli riferirà alla commissione Finanze della Camera, sulle tematiche relative alla situazione della banca senese. Nei giorni scorsi, il ministro aveva affermato che la vicenda che ha investito MPS "non è un fulmine a ciel sereno" e di essere a conoscenza "da un anno" che la banca è in una "situazione problematica".

Dal direttorio della Banca d’Italia, è arrivato nel frattempo il parere favorevole all’emissione di Monti bond da 3,9 miliardi di euro, da parte di MPS. I Monti Bond saranno poi sottoscritti dal Tesoro.

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