MPS, colpo di scena! Proposte “last minute” targate Passera e UBI

Siena fa gola. Spunta un piano alternativo a quello già in mano alla BCE

(Teleborsa) Per il Monte dei Paschi di Siena, osservata speciale degli investitori, spunta un piano alternativo, al programma di messa in sicurezza della banca senese già spedito alla BCE e, dalla quale l’istituto toscano ne attende l’approvazione. Un piano, quello di MPS, che punta a una maxi-cartolarizzazione a cui parteciperà Atlante, di circa 9 miliardi di euro di sofferenze. Successivamente, è previsto anche il varo di un aumento di capitale da 5 miliardi.

Oggi Siena fa gola. Un vero e proprio colpo di scena “last minute”, invece, quello targato Passera e UBS. Entrambi, infatti, hanno presentato le loro proposte per il futuro della banca, che oggi dovrebbero essere presentate al CdA di MPS, riunito per l’approvazione dei conti societari. Una “soluzione” dunque finanziata da capitali privati.  

Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto due lettere: una da parte di Corrado Passera ed una da parte di UBS contenenti proposte inerenti la Banca. Lo ha comunicato lo stesso istituto precisando che informerà il mercato sugli approfondimenti in merito.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca ha prontamente avviato una serie di “approfondimenti propedeutici” ad analizzare in dettaglio il contenuto delle lettere, “richiedendo una serie di chiarimenti”, dati ed informazioni indispensabili al fine di valutare compiutamente i termini e le condizioni delle proposte ricevute. Ad esito di tale attività “la Banca informerà il mercato“.

La Consob, a inizio luglio, ha deciso di vietare le vendite allo scoperto sul titolo MPS per tre mesi, una decisione che accelerava l’urgenza di intervenire. Il divieto, in vigore dal 7 luglio si protrarrà fino al 5 ottobre 2016 e, è applicato anche a derivati e agli operatori market maker.

Le proposte alternative per MPS sono giunte alla vigilia dei risultati sugli stress test bancari europei, che saranno pubblicati dall’EBA, l’autorità bancaria europea.

Francoforte ha chiesto alla banca senese di ridurre l’esposizione netta ai NPL (non performing loan), ovvero crediti deteriorati, di quasi 10 miliardi entro il 2018.

Le banche italiane, e, in particolare MPS, presentano una elevata quota di crediti deteriorati che limitano sia la capacità di erogare nuovi prestiti sia le prospettive di redditività.

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