Mostra del Cinema di Venezia, la kermesse che fa bene all’economia

Sullo sfondo, la lotta tra i giganti dello streaming e l’industria cinematografica tradizionale

(TELEBORSA) – Si è aperta lo scorso 28 agosto la 76esima Mostra del Cinema di Venezia, l’appuntamento cinematografico più atteso della stagione estiva che si concluderà il prossimo 7 settembre.

Ad aprire le danze la proiezione del film Estasi di Gustav Machaty, in una versione restaurata presentata in prima mondiale, il primo di una lunga serie che animeranno la città veneta che, per l’occasione, mette l’abito della festa, pronta ad accogliere anche serate di gala esclusive. Cuore pulsante della kermesse, il Palazzo del Cinema, diventato il centro principale dell’evento fin dalla sua quinta edizione, nel 1937.

Tantissime le star già sbarcate in Laguna, molte attese nelle prossime ore: Joaquin Phoenix, Johnny Depp, Brad Pitt, Liv Tyler, Tommy Lee Jones, Jude Law, John Malkovich e Scarlett Johansson. Pedro Almodovar è arrivato al Lido per ricevere il Leone d’Oro alla carriera.

Un evento unico quello della Mostra del Cinema di Venezia, con ricadute positive anche per l’economia del Lido: non solo alberghi pieni, ma anche bar e ristoranti che per una settimana registrano numeri da capogiro. Eppure, come certifica la fotografia a luci e ombre scattata dalla Siae nel suo “Annuario dello Spettacolo” presentato a Roma lo scorso luglio, il 2018 è stato un vero e proprio annus horribilis per il cinema italiano.

Bene il teatro, gongola la musica, il calcio resta il primo amore degli italiani. Il cinema invece è in profondo rosso, con i numeri che raccontano una crisi severa per il grande schermo, che in un anno perde 8 milioni di biglietti e 40 milioni di incassi, e i film italiani che per la prima volta non entrano neppure nella top ten del botteghino. Archiviato un pessimo 2018, per fortuna, dal 2019 sembrano arrivare segnali di vivacità e ripresa che fanno ben sperare in ottica futura.

In generale, una crisi, quella del cinema, certificata dall’emorragia di presenze nelle sale, che rischia di peggiorare anche a causa della concorrenza, sempre più incalzante, delle piattaforme streaming – vera e propria miniera d’oro dell’Home Entertainment –  che  hanno molte frecce al loro arco, su tutte un’offerta che diventa sempre più  ampia e variegata. E proprio in questo senso si annuncia un autunno rovente: sta per cominciare ufficialmente la “guerra” a suon di offerte low cost e contenuti esclusivi destinata a cambiare il futuro della TV in streaming.

La casa di Topolino, per esempio, lancerà sul mercato americano la sua piattaforma, Disney+, a partire dal prossimo 12 novembre: un’operazione attesissima che promette di rivoluzionare le dinamiche del mondo dello streaming, provando a mettere i bastoni tra le ruote al dominio assoluto di Netflix nel settore.

L’abbonamento Disney+, infatti, costerà 6,99 dollari al mese a fronte dei 12,99 che propone Netflix. Di fatto, la metà. Disney+ è pronto a sbarcare anche in Italia – non c’è ancora una data – dove il costo dell’abbonamento dovrebbe essere pari a 6,99 euro mensili con gli abbonati Netflix, orfani – giocoforza – di serie e film della Marvel, trilogie di Star Wars e i classici Disney attualmente disponibili.

La lotta tra i giganti dello streaming e l’industria cinematografica tradizionale è in corso. Non resta che scoprire chi la spunterà per un finale che lascia tutti col fiato sospeso, proprio come nel più appassionante dei film.

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