Moscovici, freno al debito: “Tenerlo sotto controllo è nell’interesse dell’Italia”

Intanto a pochi giorni dalla scadenza elettorale delle Europee, in programma il 26 maggio, continuano i battibecchi nell'esecutivo: Salvini e Di Maio divisi sul tema dell'autonomia

E’ ancora “debito” la parola al centro del dibattito, sempre acceso, tra Roma e Bruxelles. Il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, rispondendo alle domande della stampa a margine dell’Eurogruppo di ieri a Bruxelles, ha commentato, con prudenza, l’impennata dello spread dei titoli di Stato italiani e le recenti affermazioni del vicepremier Matteo Salvini secondo cui l’Italia potrebbe aumentare il debito pubblico fino al 140%.

 

DEBITO A 140%? GIA E’ TROPPO 130% – “Non commento mai – ha detto in merito allo spread – i movimenti sui mercato, ma quello che so è che ci sono state delle dichiarazioni recentemente che possono aver creato movimenti nei rendimenti. Non commenterò queste dichiarazioni che sono fatte, immagino, esattamente al fine di essere commentate, e non darò il piacere di creare una occasione di controversia con nessuno.

Ma – ha sottolineato – una cosa è chiara: che è nell’interesse dell’Italia avere una politica di bilancio credibile per essere in grado, giustamente, di avere un decente finanziamento per investimenti e crescita. Ed essendo l’Italia l’Italia, uno dei paesi più grandi dell’Eurozona, è anche una questione di interesse comune per l’Eurozona nel suo complesso. Stiamo dunque guardando con attenzione alla situazione. Ma – ha precisato – non c’è decisione da prendere oggi”.

Riguardo all’eventuale aumento del rapporto debito/Pil fino al 140%, evocato da Salvini, Moscovici ha osservato: “Noi consideriamo che il 130% è già molto. Le discussioni che abbiamo avuto con il governo italiano a dicembre, che sono state lunghe, non facili, ma anche costruttive, erano basate precisamente sull’idea che il debito avesse raggiunto un picco; e che bisognava che ci fosse un rapporto fra l’indebitamento dell’Italia e le misure di bilancio che proponeva. Mi sembrava una buona soluzione ed è sulla base di queste discussioni, che abbiamo concluso un accordo fra il governo italiano e la Commissione, convalidato dall’Eurogruppo, che io continuo a ragionare. Non ho alcuna ragione di pensare diversamente”

“Continuo a pensare – ha proseguito – che il debito è sempre il nemico dell’economia. Ogni euro speso per il rimborso del debito è un euro perso per l’occupazione, per i servizi pubblici, l’istruzione, la giustizia, per dare un reddito decente agli italiani che ne hanno bisogno, per migliorare la situazione delle pensioni.

DI MAIO E SALVINI DIVISI SUL TEMA DELL’AUTONOMIA – Intanto, a pochi giorni dalla scadenza elettorale delle Europee, in programma il 26 maggio, continuano i battibecchi nell’esecutivo.

A tenere caldo il fronte dello scontro ci ha pensato il Vicepremier pentastellato Di Maio ritirando fuori un altro dei temi che dividono il Movimento dalla Lega, ossia l’autonomia regionale.  “Questa Autonomia così come è concepita spacca l’Italia in due, e non credo che neanche i cittadini lombardi e veneti la vogliano”, afferma in una diretta Facebook.

Da parte sua Matteo Salvini risponde: “L’autonomia serve a unire un Paese che oggi è diviso, non so se Di Maio se n’è accorto”, dice al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura a Napoli.

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