Morte del coniuge divorziato: cosa sapere

La morte del coniuge è ancora una questione poco limpida. Specialmente per quanto riguarda il caso in cui il coniuge morto è divorziato. Cerchiamo di fare chiarezza

La morte del coniuge, in via generale, comporta una serie di problematiche diverse. Vi è, per esempio, la questione legata all’eredità o al possesso degli eventuali beni immobiliari. C’è però un caso in cui tutte queste problematiche posteriori al decesso vengono meno. Si tratta del divorzio tra i due coniugi. Questo, in modo del tutto automatico, scioglie il matrimonio con tutti i diritti matrimoniali che ne conseguono. Dunque, niente diritti sulla successione per il coniuge rimasto in vita, né possibilità di avere in qualche modo l’immobile coniugale o altri beni del defunto. A questa regola vi è però un’eccezione.

Questa riguarda la sentenza di divorzio, che dovrà essere avvenuta, ovviamente, prima della morte del coniuge. Qualora questa sentenza riconosca al coniuge ancora in vita il diritto all’assegno di mantenimento, ed egli sia in uno stato di necessità, il tribunale potrebbe attribuire un assegno periodico destinato al coniuge superstite, a carico dell’eredità stessa. L’importo dell’assegno può variare in base a diversi fattori. Tra questi ci sono l’entità dello stato di necessità, la presenza o meno di una pensione di reversibilità o il numero degli eredi (oltre alla situazione economica di questi ultimi).

Dopo la sentenza del tribunale e per via di un accordo bilaterale tra le due parti, l’assegno può essere pagato in un’unica rata, senza, quindi, una periodicità futura. Stando a questo, dopo la morte del coniuge, l’altro coniuge divorziato potrebbe comunque mantenere dei diritti. Diritti, che immediatamente cesseranno non appena il superstite convolerà a nuove nozze, oppure il suo stato economico migliorerà tanto da estinguere lo stato di necessità. Se uno dei suddetti requisiti dovesse venire di nuovo meno, il coniuge superstite potrà richiederlo nuovamente.

Inoltre, dopo la morte del coniuge, al coniuge vivo spetterebbe anche una quota della pensione di reversibilità del defunto, ma solo se questo ne aveva una o aveva soddisfatto i requisiti per averne una, e soltanto se la pensione era maturata prima del divorzio. Come se tutto ciò non bastasse, bisogna precisare che se durante la vita il coniuge defunto era stato obbligato a pagare il mantenimento, quest’obbligo dovrà essere preso in carico dagli eredi del deceduto. Tuttavia in questo caso, il coniuge superstite non potrebbe vantare diritti su proprietà immobiliari o su qualsiasi altra proprietà privata del defunto. Tutti i diritti su questi beni verrebbero mantenuti dagli eredi del deceduto.

Morte del coniuge divorziato: cosa sapere