Via libera alla moratoria sui mutui

Ma per motivi tecnici la sospensione non sarà operativa prima di aprile

Da oggi primo febbraio, le famiglie in difficoltà nel pagamento del mutuo, possono presentarsi presso la proprio banca e chiedere la sospensione delle rate fino a un massimo di 12 mesi.
Scatta, così, ufficialmente il “piano famiglie”, l’accordo siglato lo scorso dicembre dall’Associazione bancaria italiana (Abi) e dalle associazioni del consumatori per aiutare quanti, nel corso del 2009 e del 2010, hanno subito (o subiranno) la perdita del lavoro, la cassa integrazione, la morte o l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore.

Va però tenuto presente che i tempi tecnici necessari alle banche per verificare l’esistenza dei requisiti dei clienti e del fatto che le rate sono contabilizzate nel mese precedente all’addebito, la sospensione sarà effettiva, con tutta probabilità, con i versamenti di aprile-maggio.
Si potrà aderire al piano famiglie fino al 31 gennaio 2011.

La moratoria si applica ai finanziamenti per l’abitazione principale di importo fino a 150mila euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro e si estende anche ai mutui in fase di preammortamento, a quelli cartolarizzati e a coloro che sono rimasti indietro con i pagamenti delle rate fino a 180 giorni.

Alcune tra le banche che hanno aderito all’iniziativa (finora circa cento) hanno tuttavia applicato condizioni migliorative.
E saranno sempre le banche a stabilire se lo stop riguarderà la sola quota capitale o l’intera rata (capitale più interessi). Un elemento che i mutuatari dovranno valutare con molta attenzione. Infatti la sospensione dei mutui non è gratuita, perché è vero, nel presentare la richiesta di adesione non si dovrà versare niente, ma durante il periodo di sospensione continueranno a maturare gli interessi. Pochi presumibilmente per chi ha un prestito a tasso variabile o per chi è nella parte conclusiva del piano di ammortamento, molti di più per chi ha un tasso fisso o ha acceso il mutuo di recente.
Come consiglio tendenziale, con l’attuale dei tassi e il presumibile andamento nei prossimi mesi, chi ha un variabile ha minor interesse alla sospensione rispetto a chi ha un fisso, proprio perché in questo momento le rate sono ridotte ai minimi storici.

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