Monti, interventi su pensioni e casa

Si preannunciano misure ad ampio raggio. Non esclude introduzione della tassa sulla prima casa e patrimoniale

Da Palazzo Madama il neo presidente del consiglio, Mario Monti, ha dettato le linee programmatiche della propria azione di governo. Il pacchetto di interventi prevede interventi sulla spesa (riforma previdenziale), sulle entrate (si ipotizza la reintroduzione dell’Ici), al fine di rassicurare i mercati, ma sopratutto per rilanciare la crescita economica.
Vediamo quali sono le novità che potrebbero prossimamente interessare gli italiani.

Via le pensioni di anzianità: abolizione graduale del pensionamento anticipato. L’obiettivo sarà realizzato in maniera graduale, con l’uso del calcolo pro-quota contributivo e un allineamento più veloce dell’età di vecchiaia a 65 anni tra uomini e donne nel settore privato.

Casa. Un ritorno dell’Ici è valutato in un gettone da 3,5 miliardi di euro all’anno. Mentre un’eventuale imposta straordinaria sugli immobili – per esempio del 12 per mille – si arriverebbe a un introito di 5,5 miliardi. L’altro capitolo riguarda le rendite catastali. Gli estimi non sono aggiornati dal 1990. Secondo una stima dell’Agenzia del Territorio, il valore di mercato del patrimonio residenziale italiano è pari a 6.335 miliardi contro i 2.700 di valore fiscale. Alzare le rendite – ad esempio del 10% – comporterebbe un aumento di tutte le imposte legate alla casa e alla sua compravendita (oltre all’Ici, dovuta oggi solo per le seconde case, pure Irpef, imposta di registro, ipotecaria, catastale). L’anticipo dell’Imu al 2012 – che prenderà il posto dell’Ici – potrebbe essere più onerosa e portare beneficio alle casse statali (aliquota di base del 7,6 per mille contro il 5 per mille dell’ex Ici).
Altre ipotesi di lavoro sembrerebbero aprire le porte a una soluzione impositiva alla francese. Si tratta della la Taxe Foncière (tassa fondiaria), pagata dai proprietari (come l’Ici), e la Taxe d’Habitationt, versata dagli inquilini (comprensiva di tassa sui rifiuti e canone tv). Se chi possiede l’immobile ci vive pure, le paga entrambe. A queste si aggiunge l’Impot sur la fortune, la patrimoniale (case, titoli e altri cespiti quando superano una certa soglia) con un’aliquota tra lo 0,55 e 1′ 1,8%.

Tasse spostate dal lavoro ai consumi. Operazione redistribuzione per il Fisco, con la pressione spostata da lavoratori e imprese a consumi e patrimoni.

Flessibilità del lavoro. Potrebbe diventare legge il progetto di riforma Ichino: flexsecurity e semplificazione del diritto del lavoro. In pratica un intervento che introdurrà un contratto unico a tutela progressiva. Le imprese in difficoltà avranno la possibilità di licenziare ma per i lavoratori è prevista una rete di protezione sociale.

Liberalizzazioni. Apertura al mercato dei servizi pubblici locali e riforma degli albi professionali.

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