Mistero fondo salva Stati (Mes): durissimo scontro Salvini-Conte

La riforma ventilata in Europa del fondo salva Stati agita la politica italiana. Per Salvini, se Conte ha firmato, è "alto tradimento". Palazzo Chigi replica: "Non sa di cosa parla"

“Pare che Conte abbia firmato un accordo per cambiare il fondo salva-Stati, di notte, di nascosto, un fondo ‘ammazza-Stati’, i giornalisti chiedano a Conte e Tria, se, senza l’autorizzazione del Parlamento, hanno dato l’okay dell’Italia, perché in quel caso sarebbe alto tradimento”. Matteo Salvini, via Facebook, lancia l’allarme sul nuovo accordo che il governo Conte avrebbe firmato in Ue “senza chiedere il via libera del Parlamento”.

“Se qualcuno ci infila in questa gabbia del Mes, i titoli di Stato rischiano di valere sempre meno”, aggiunge Salvini: “Se qualcuno ha firmato all’oscuro del popolo e del Parlamento lo dica adesso, altrimenti sarà alto tradimento e per i traditori in pace e guerra il posto giusto è la galera”. Sul tema si esprime anche Giorgia Meloni: “Conte ha dato ok a riforma Fondo salva stati (Mes) senza coinvolgere il Parlamento, che entro Dicembre sarà chiamato a ratificare questa nuova eurofollia: una super Troika onnipotente. Fdi farà barricate contro ennesimo tradimento verso il popolo. #StopMes”, twitta la leader di Fratelli d’Italia.

Cos’è il Mes
Nato nel 2012 per sostituire i preesistenti Fondo europeo di stabilità finanziaria e Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, il Mes (o Esm, secondo l’acronimo inglese) vuole essere una sorta di Fondo monetario europeo per sostenere i membri dell’area euro in difficoltà cui si offre un programma di aiuti in cambio di riforme strutturali.
La riforma del Mes desta allarme per il nostro Paese perché prevede che il supporto finanziario sia attivato in caso di turbolenze sui mercati del debito pubblico ma qualora ricorrano alcune condizioni: non trovarsi in procedura d’infrazione, avere da due anni un deficit sotto il 3% e un debito pubblico sotto al 60%. Dunque, l’Italia sarebbe esclusa dal supporto cui potrebbe accedere – in seconda battuta – solo se accettasse una ristrutturazione del debito.

Visco sulla riforma
Sulla questione il 15 novembre è intervenuto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui la riforma del Mes deve essere gestita attentamente perché potenzialmente comporta “rischi enormi” . Parlando al seminario congiunto Official Monetary and financial institutions forum OMFIF-Banca d’Italia, il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che “i piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere ponderati rispetto all’enorme rischio che il mero annuncio di una sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default”. Inoltre, secondo Visco, “dovremmo tutti tenere a mente le terribili conseguenze dell’annuncio del coinvolgimento del settore privato nella risoluzione della crisi greca dopo il vertice di Deauville a fine 2010”.

La replica di Palazzo Chigi
Durissima replica di Palazzo Chigi alle accuse mosse da Matteo Salvini su una presunta revisione del Mes. “La Presidenza del Consiglio ha l’obbligo di chiarire le notizie infondate e false diffuse, anche oggi, dal senatore Matteo Salvini. Innanzitutto, la revisione del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) non è stata ancora sottoscritta né dall’Italia né dagli altri Paesi e non c’è stato ancora nessun voto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, o degli altri Capi di Stato e di governo europei sul pacchetto complessivo di questa riforma. In definitiva, nessuna firma né di giorno né di notte” puntualizzano, piccate, fonti di Palazzo Chigi.

“La sottoscrizione è calendarizzata per il prossimo mese di dicembre e il ministro dell’Economia Gualtieri ha già chiarito, per iscritto – viene inoltre precisato – la sua disponibilità a riferire alle Camere l’avanzamento dei lavori e a illustrare nel dettaglio i contenuti della riforma, anche con riguardo all’intero pacchetto. Si ricorda che, in ogni caso, il Parlamento ha un potere di veto sull’approvazione definitiva della revisione Trattato Mes e avrà modo di pronunciarsi in sede di ratifica, quindi prima di ogni determinazione finale in merito alla sua entrata in vigore”.

E ancora: “Il fatto che il senatore Salvini scopra solo adesso l’esistenza” di un negoziato sul Mes, il trattato che regola il meccanismo europeo di stabilità, “è molto grave. Denota una imperdonabile trascuratezza per gli affari pubblici. Chi pretende di guidare l’Italia senza premurarsi di studiare i dossier dovrebbe quantomeno evitare di diffondere palesi falsità. Con la propaganda intrisa di menzogne non si curano certo gli interessi dei cittadini italiani” dicono le fonti.

“Il senatore Salvini, all’epoca era vicepresidente del Consiglio dei ministri nonché ministro dell’Interno – rimarcano da Palazzo Chigi, entrando a gamba tesa sulla polemica – e avrebbe dovuto prestare più attenzione per l’andamento di questo negoziato, tanto più che l’argomento è stato discusso in varie riunioni di maggioranza, alla presenza di vari rappresentanti della Lega (viceministri all’Economia e presidenti delle Commissioni competenti)”.

In collaborazione con Adnkronos

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