Miraggio Recovery Fund: ancora battaglia tra Parlamento e Consiglio UE

Conte va in pressing: "Deve partire il prima possibile", ha ribadito il Presidente del Consiglio durante il summit di ieri

Unione e rapidità: è questa, secondo il Presidente del Consiglio Conte l’unica strada da imboccare per provare a reggere l’urto della seconda ondata che potrebbe rivelarsi ancora più violenta della prima. Stretto coordinamento tra Governi e Commissione Ue per rispondere con efficacia al nuovo “attacco” sferrato dal coronavirus che ha travolto il cuore dell’Europa.  Questo il messaggio ribadito e condiviso nel corso della videoconferenza informale dei Leader europei che si è svolto ieri.

“Dai test, al vaccino, alle app di tracciamento, alla condivisione di dati e necessità sulle terapie intensive: le misure sanitarie anti-Covid hanno successo solo se coordinate in Europa. L’Italia sostiene questo approccio e pensa che i Ministri della Salute debbano svolgere un ruolo di primo piano”, hanno chiarito le stesse fonti al termine della video call. In particolare, poi, il Premier è tornato in pressing sul Recovery Fund, che ha chiarito “deve partire il prima possibile”.

Ma continua a tirare una brutta aria. Tutto, infatti, è ancora fermo e va avanti il braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio UE. Ieri, infatti, ancora cattive notizie da Bruxelles con la presidenza tedesca cje ha respinto l’ennesima proposta degli eurodeputati sul bilancio. Risultato? Il Recovery fund somiglia sempre più a un miraggio. 

Nella giornata di ieri, dai negoziatori del Parlamento europeo è arrivata un’altra proposta di mediazione che, come la precedente, esclude dal bilancio pluriennale europeo 2021-27 la spesa degli interessi sul debito comune europeo. In questo modo si libererebbero nel bilancio 12,9 miliardi di euro, da dirottare a programmi europei come Erasmus – ma non solo – sacrificato  dall’accordo tra i 27 leader UE dello scorso luglio.  Con una novità: il “tesoretto” non sarebbe automaticamente destinato ai programmi europei ma spetterebbe al Consiglio deciderlo.

Niente da fare. Pollice verso della presidenza tedesca (che tratta a nome degli Stati membri) che deve fare i conti con il blocco dei frugali, che non vogliono mettere sul piatto un euro in più per il recovery fund, disposti per questo, persino a penalizzare programmi europei molto utili. Una posizione questa giudicata miope e irresponsabile in una nota diffusa dall’Europarlamento.

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