Ministro Tria a Firenze: “L’Italia non cresce ma niente manovra correttiva”

Per il ministro "abbiamo un problema di crescita e dietro c'è una caduta di fiducia"

(Teleborsa) – “L’Italia non cresce, ancora più dell’Europa. Ma una manovra correttiva non ci sarà, “nessuno ce la chiede”, ha detto a Firenze il Ministro dell’Economia Tria a Firenze. “Rallenta la crescita in Europa, perché si è fermato il motore, la Germania – ha aggiunto e conseguentemente si è fermata anche la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta. Il problema è che l’Italia da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d’Europa, significa che la nostra economia è allo zero mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8%”.

Poi il Ministro mette in guardia chi attacca il sistema bancario italiano: “Significa avallare una campagna europea che ci sta mettendo difficoltà e minare l’interesse nazionale”.

“D’altra parte la manovra correttiva dobbiamo farla – ha sottolineato Tria – nel senso che le misure urgenti sull’economia sono una manovra correttiva per sostenere l’economia senza mettere in discussione gli obiettivi di bilancio”. “Noi rispetteremo gli obiettivi che riguardano il deficit strutturale, ovviamente. Su quello stiamo discutendo”, ha assicurato il ministro dell’Economia.

CRESCITA – Sulla crescita, Tria ha spiegato che “è necessaria ma non sufficiente, però ci vuole”. “Ci può essere una crescita non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita – ha chiosato -. Serve una crescita equilibrata, non squilibrata. L’impatto di una crescita squilibrata ha conseguenze anche sociali”. Riguardo ai conti pubblici, ha detto, “non c’è stabilità finanziaria senza stabilità sociale”.

Per il ministro “abbiamo un problema di crescita e dietro c’è una caduta di fiducia. L’incertezza creata dalla polarizzazione dell’economia creata a livello internazionale non si traduce in investimenti privati e neanche in investimenti pubblici. Per avere beni pubblici ci vogliono investimenti”. Nel corso del suo intervento, Tria ha quindi rimarcato che ”siamo ancora scioccati dalla crisi finanziaria del 2008, che ha avuto riflessi sulla crisi economica. Ora, forse, non ci stiamo accorgendo che questa volta la crisi economica ci sta precedendo e che probabilmente avrà conseguenze sulla crisi finanziaria”.

BANCHE – Capitolo banche, Tria ritiene che ”attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio non solo la sua solidità, la ma anche sua capacità, la sua resilienza e ponendo sospetto su di esso, significa avallare delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà e minare l’interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione bancaria”.

”Il sistema bancario italiano non ha niente da nascondere, sono altri forse i sistemi che hanno qualcosa da nascondere – ha rimarcato Tria -. Sono i sistemi di altri Paesi ad avere problemi da nascondere. Cerchiamo di vedere le cose come stanno”.

Per il ministro “a parte alcuni casi, veramente pochi, di malagestione di alcune banche italiane, che hanno portato al loro fallimento, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d’Europa e forse del mondo”. “Le nostre banche – ha fatto notare – non erano piene di titoli velenosi e derivati pericolosi, non hanno dentro di sè qualcosa di pericoloso come hanno molte banche europee, in primo luogo tedesche”.

Secondo Tria, “la crisi bancaria italiana viene dalla seconda recessione e li è venuto fuori il problema” perché “le regole internazionali si sono molto irrigidite, ponendo oneri al sistema bancario, e quello italiano era molto indebolito. Ora il sistema bancario italiano si è consolidato e gli npl si sono ridotti di molto, dimezzati”.

RISERVE AUREE – Quanto al dibattito sulle riserve auree di Bankitalia, “è una questione che è già stata discussa e digerita. Ho già dichiarato in passato” ha detto Tria.

(Foto: Giovanni Tria )

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