Ministero dell’Interno, con Lamorgese costi infinitamente più bassi di Salvini

Luciana Lamorgese decisamente più economica di Matteo Salvini. A incidere sono soprattutto i costi legati allo staff

Luciana Lamorgese decisamente più economica di Matteo Salvini. L’arrivo del nuovo ministro dell’Interno Lamorgese, infatti, avrebbe portato a un risparmio di 560mila l’anno per il Viminale. Tra stipendi, staff e tutto il resto, a tanto ammonterebbe la differenza di costo tra i due.

Gli uomini del Capitano pesavano sulle finanze del Ministero per 718mila euro l’anno. A svelarlo è L’Espresso, che ha calcolato come la differenza dei compensi sia soprattutto legata ai costi di personale.

Quanto spende Luciana Lamorgese

Lamorgese, che ha dichiarato un reddito di 162.713 euro (qui trovate quanto guadagnano Conte e i suoi ministri), ha infatti al suo fianco solo due collaboratori. Una è tra le dipendenti storiche del Viminale, Cristina Pascale, rimasta con un compenso di 32mila euro, 2mila in più di quanto percepiva con Salvini, e l’altro è il suo addetto stampa, Dino Martirano, ex giornalista del Corriere della Sera, che ha un contratto da 120mila euro annui.

Salvini, invece, aveva portato al Viminale uno staff di venti persone: 7 per le sue funzioni di vicepresidente del Consiglio e 14 direttamente al Ministero dell’Interno, compresi i 6 che si occupavano della sua comunicazione, che andavano a comporre la cosiddetta “Bestia”.

Quanto spendeva Matteo Salvini

La squadra del leader leghista comprendeva Stefano Beltrame (95mila euro l’anno), Gianandrea Giani (65mila), Giuseppe Benvenuto, lo storico deputato leghista Luigi Peruzzotti e Andrea Pasini (tutti e tre 41mila euro). Oltre alla Pascale (30mila) e a Gennaro Terraciano, che avrebbe prestato il suo lavoro a titolo gratuito.

A questi vanno aggiunti i “fedelissimi” della comunicazione di Salvini, retribuiti con fondi ministeriali: Luca Morisi (65mila euro) e Andrea Paganella (85mila), soci della Sistema Srl che si occupa appunto della comunicazione di Salvini e che erano stati assunti con l’incarico di Consigliere strategico per la comunicazione e Capo della Segreteria e della Segreteria particolare.

E poi i collaboratori dell’ufficio stampa del Ministero: a capo dell’ufficio stampa c’era Matteo Pandini, curatore di una biografia di Salvini, con un compenso di 90mila euro, Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai Marcello, Daniele Bertana, Fabio Visconti e Andrea Zanelli (41mila euro).

Salvini e il doppio incarico

Poi, ci sono i risparmi di Palazzo Chigi, visto che Salvini ricopriva il doppio incarico di ministro e vicepremier, che invece nel governo Conte-bis non c’è, con uno staff che costava poco meno di cinquecentomila euro all’anno. Salvini, ma non solo lui, era finito anche nel mirino della magistratura per la questione dei voli di Stato.

Negli uffici della Presidenza del Consiglio hanno lavorato invece Susanna Ceccardi (65mila euro, poi eletta a Bruxelles), Alessandro Amadori (65mila), Lorenzo Bernasconi (100mila euro), Claudio D’Amico (65mila), Iva Garibaldi (120mila euro), Massimo Villa (65mila) e Paolo Visca, con un compenso di 35mila euro.

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