Milleproroghe, nel governo braccio di ferro sui dossier “caldi”

Sale la tensione nel governo in vista della discussione degli emendamenti al Milleproroghe, attesi in giornata dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera

Sale la tensione nel governo in vista della discussione degli emendamenti al Milleproroghe, attesi in giornata dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.

Il rinvio ad oggi era stato annunciato dalla sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento, Simona Malpezzi nel pomeriggio di martedì: ufficialmente l’esecutivo sta ancora lavorando alla bozza degli emendamenti, ufficiosamente i nodi da sciogliere sono ancora molti e potenzialmente letali per la tenuta della maggioranza.

Uno dei temi più a rischio è quello della prescrizione dopo lo scontro aperto tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha dichiarato di non essere pronto a opporsi alla riforma del Guardasigilli Alfonso Bonafede, e l’ex ministro della Giustizia del fu governo Renzi Andrea Orlando, del PD.

Orlando ha chiesto di non politicizzare lo scontro, ma IV è pronto con il suo emendamento Annibali che punta a sospendere per un anno la riforma, anche a fronte delle dichiarazioni del ministro che ha definito la riforma “un cantiere aperto“, aprendo a possibili modifiche.

Rinvio della plastic e della sugar tax, i sostegni per i lavoratori delle vicende industriali più a rischio, a partire dall’ex Ilva: il pacchetto di misure è ricco e variegato e con altri temi minati.

Caldo, caldissimo è il capitolo delle concessioni autostradali che potrebbe arrivare a una soluzione mediata con un parziale ritiro per Atlantia limitato alla Liguria, ma sarà il premier Giuseppe Conte, a cui è affidata la mediazione, a dover sciogliere il bandolo della matassa.

Salta perché dichiarato inammissibile l’emendamento per Genova, che avrebbe consentito alle partecipate del Comune di assumere a tempo indeterminato i lavoratori che hanno perso il posto a causa del crollo del ponte Morandi, anche se autonomi.

Arriva però anche qualche buona notizia, come l’emendamento che assicura l’assunzione di 1.600 ricercatori, prorogando per l’anno 2020 e per gli anni 2021 e 2022 le misure di sostegno per l’accesso dei giovani alla ricerca e per la competitività del sistema universitario italiano nel panorama internazionale’.

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