Militari e armi, quanto spende l’Italia per mantenere l’esercito

L’Italia è la quarta potenza militare in Europa e spende 29,2 miliardi di euro per acquistare armamenti e mantenere il proprio esercito

Nel 2017 l’Italia ha speso 29,2 miliardi di euro per acquistare armamenti e mantenere il proprio esercito. E’ quanto ha rilevato il report Trends in World Military Expenditure del SIPRI, l’Istituto Internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace. L’Italia è al dodicesimo posto nella classifica delle spese militari, dominata dagli Stati Uniti, ed è la quarta potenza militare in Europa dopo Francia, Regno Unito e Germania.

Secondo la ricerca, nel 2017 sono stati spesi in armamenti, stipendi e altre spese legate alla difesa 1.739 miliardi di dollari, cioè poco meno di 1.500 miliardi di euro, una cifra che in termini reali, cioè tenendo conto dell’inflazione, è cresciuta dell’1,1 per cento rispetto al 2016. Alla corsa agli armamenti però non ha preso parte la Russia che, complici le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese, ha ridotto gli investimenti militari a 66,3 miliardi di dollari.

Tra coloro che hanno incrementato la spesa militare c’è la Cina, così come Francia e Stati Uniti. Negli ultimi 10 anni, invece, gli investimenti dell’Italia sono calati del 17% ma nonostante ciò il nostro Paese è ancora tra quelli che spende di più. D’altronde l’Italia deve investire per mantenere quello che secondo l’annuale report di Global Firepower (dove vengono analizzati gli armamenti, gli eserciti e la posizione strategica dei singoli Paesi) è l’11esimo esercito più forte al mondo. Anche questa classifica è dominata dagli Stati Uniti (e non potrebbe essere altrimenti visto che gli Stati Uniti rappresentano il 35% della spesa militare mondiale), seguiti dalla Russia e dalla Cina.

Nel dettaglio, l’Italia secondo i dati del Global Firepower conta 267.500 soldati, 828 velivoli, 200 carri armati e 143 unità navali: numeri che rabbrividiscono di fronte a quelli statunitensi (2 milioni e 83mila militari, 13 mila velivoli, 5.884 carri armati e 415 unità navali) e russi (3 milioni e 586mila soldati, 3.914 velivoli, 20mila carri armati e 352 unità navali).

Secondo i dati del SIPRI, nessuno dei 15 paesi con la più alta spesa militare ha effettuato tagli così profondi come il nostro paese, che tra 2008 e 2017 ha rinunciato al 17 per cento della sua spesa militare. Ma stando al rapporto MIL€X 2018 a cura dell’Osservatorio sulla spesa militare italiana, il budget stanziato per il 2018 avrà un incremento del 4 per cento rispetto all’anno scorso (1,4 per cento del PIL).

In collaborazione con Adnkronos

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