Un Miliardo di lire attendono di essere cambiate in Euro: è ancora possibile?

Ancora tante le lire in circolazione, ma la possibilità di cambiarle è scaduta nel 2012. Forse.

Dovevano essere scadute nel 2012, ma in realtà le lire in circolazione valgono quasi 1 miliardo di euro. E molti stanno ancora cercando di farsele cambiare.

Sembra infatti che migliaia di italiani abbiano per motivi diversi mantenuto le lire in possesso oltre i tempi stabiliti entro i quali effettuare il cambio. La scadenza era stata fissata a febbraio 2012, ma il governo Monti anticipò di 82 giorni il termine, che divenne quindi il 6 dicembre 2011, in concomitanza del decreto Salva Italia. Sembra però che quell’anticipo fu illegittimo, come disse nel 2015 una sentenza della Corte di Cassazione. Per attuare la sentenza, la Banca d’Italia decise di riaprire le possibilità di cambio per 82 giorni, a partire dal 22 gennaio 2016.

La conversione era aperta solo a chi poteva dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, indicando l’importo. Molte però vennero avvisate a voce dell’impossibilità del cambio, in quei giorni, e non si fecero lasciare ricevute. La conseguenza? Dal 2016 al 31 maggio 2018 sono state effettuate solamente 251 operazioni, per un totale di 5 miliardi di lire, cambiate in 2 milioni e mezzo di euro. Le stime però parlano di un altro miliardo di lire in circolazione.

“Ancora oggi ci arrivano richieste di informazioni da persone che vogliono cambiare le lire in euro. Con gli anni diventano meno frequenti, ma almeno 1 o 2 al mese. Una volta ci ha scritto qualcuno che diceva di aver trovato trecento milioni di lire. Cifre così vanno segnalate all’Antiriciclaggio ovviamente. Non si è più fatto sentire” ha detto Mario Intilisano, avvocato dell’Unione Nazionale Consumatori di Messina, che ha seguito numerosi casi a riguardo.

Molte di queste persone non hanno potuto cambiare le lire in tempo, perché hanno trovato tesori di famiglia, nascosti, nell’arco di diversi anni. C’è chi, come una famiglia, ha cambiato una prima parte del “tesoretto” il 5 dicembre, l’ultimo giorno utile per il cambio. Una seconda parte è stata cambiata dopo aver dimostrato il tentativo fatto tra dicembre 2011 e dicembre 2012, mentre una terza parte del valore di decine di milioni di lire l’hanno trovata troppo tardi.

“C’è poi chi ha tenuto da parte le lire con la speranza che tornassero ad avere valore prima o poi. Un’idea che fa sorridere: se anche dovessimo uscire dall’euro, non tornerebbe a essere valida la vecchia valuta.” ha detto l’avvocato Intilisano, aggiungendo che le banconote del vecchio conio non possono essere cambiate, neppure agendo per vie legati. L’ultima spiaggia rimane il collezionismo, chissà che non si riesca a raccogliere qualche frutto.

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