Miliardari del tech finanziano la ricerca dell’immortalità

Nel 2015 sono aumentate le donazioni di denaro ai centri di di ricerca per allungare la vita

Avete mai sognato di diventare immortali? Il miliardario russo Dmitry Itskov non si è limitato a fantasticare sull’idea di vivere per sempre, ma si è messo in testa di realizzare un nuovo progetto, chiamato 2045 Avatar, che ha lo scopo di giungere all’immortalità nei prossimi trent’anni. Itskov è il co-fondatore di New Media Stars, una media company russa che negli ultimi 15 anni lo ha reso un milionario abbastanza influente da potersi permettere di investire montagne di denaro in progetti che molti altri liquiderebbero come dispendiosi salti nel vuoto.

E non è l’unico. La lista degli imprenditori che sognano la longevità è cresciuta a livello esponenziale negli ultimi cinque anni, ed è fatta soprattutto di ricchi ragazzini del tech, che stanno versando ingenti somme di denaro ai centri di ricerca per allungare la vita.

Larry Ellison, CEO di Oracle, ha donato 430 milioni di dollari per gli ultimi ritrovati anti-età, e il capitalista Paul Glenn finanzia Harvard e MIT per investigare sui meccanismi dell’invecchiamento. Larry Page, co-fondatore di Google, ha devoluto 750 milioni di dollari dell’azienda a “Calico”, centro di ricerca biotecnologico. Pierre Omidyar, mente di eBay, ha ceduto milioni di dollari alla “Human Longevity Inc,”, azienda che aspira ad aumentare la nostra longevità.
“E’ un po’ egocentrico che i ricchi finanzino il modo per vivere più a lungo quando in giro ci sono ancora malaria e tubercolosi”, ha sentenziato Bill Gates.

Il sogno fantascientifico c’è e gli investimenti altissimi. Non si tratta però di pura filantropia: il rischio che la ricetta dell’eternità, una volta scoperta, possa essere rivenduta a caro prezzo invece che diffusa gratis negli ospedali, c’è. Ed è molto alto.

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