Milan in vendita: ma quanto costa davvero?

Se Yonghong Li non riuscirà a rifinanziare il debito, il club rossonero passerà nelle mani del fondo americano Elliott, pronto a rivenderlo al miglior offerente

Sono settimane di passione per l’AC Milan ed i suoi tifosi. Se sul campo la squadra allenata da Rino Gattuso si è risollevata dalla crisi tecnica di inizio stagione, fuori dal terreno di gioco continuano le grandi manovre per assicurare al club fondato nel 1899 un futuro all’altezza della sua storia.

IL DEBITO DA RIFINANZIARE – Proprietario del Milan dall’agosto 2016, il misterioso imprenditore cinese con base a Hong Kong Yonghong Li ha contratto un debito con il fondo Elliott da 373 milioni, a cui se ne dovranno aggiungere altri 35 per il prossimo aumento di capitale. L’ad rossonero Marco Fassone e Li Han, braccio destro in cda di Yonghong Li, sono impegnati a Londra negli incontri con l’advisor, la banca d’affari Merrill Lynch, per trovare entro fine mese chi rifinanzi il debito con Elliott. Le scadenze incombono: entro i primi giorni di aprile, mister Li deve versare i primi 10 milioni dell’aumento di capitale di 35, necessario per far quadrare i costi di gestione.

PISTA ARABA, RUSSA E AMERICANA – Se Yonghong Li non dovesse pagare il debito o riuscire quanto meno a rifinanziarlo, Elliott diverrà proprietario del Milan entro l’estate. Con la più che probabile prospettiva di rivenderlo in autunno. Oltre all’interessamento del fondo arabo che fa capo al broker di Dubai Saeed Al-Falasi, è emerso quello di Alisher Usmanov, russo legato a Gazprom. Ma nelle ultime ore ha preso quota anche una pista totalmente americana grazie a Stephen M. Ross, noto al grande pubblico per aver fatto fortuna con l’edilizia e, in particolare, per essere il patron dei Miami Dolphins, una delle franchigie più blasonate dell’NFL (valutata, da Forbes, nel 2017, per un valore pari a 2,575 miliardi di dollari). Classe 1940, Ross è, infatti, uno degli uomini più ricchi al mondo: il suo patrimonio è stato infatti stimato in circa 7,4 miliardi di dollari.

QUANTO VALE IL MILAN? – Ma quale potrebbe essere il prezzo di cessione del club? Premessa è d’obbligo: un conto è il valore, un altro il prezzo. Il valore è oggettivo, il prezzo può dipendere da una serie di fattori: gli interessi specifici di chi compra, la concorrenza di altri acquirenti, le potenzialità dell’affare, eccetera. Forbes, ad esempio, due anni fa assegnava ai rossoneri una valutazione (debiti inclusi per circa 250 milioni) di 721 milioni di euro.

NUMERI – Partiamo da dati certi: Elliott ha pompato nell’operazione quasi 400 milioni, che secondo dati Transfermarkt è quasi l’equivalente del valore dell’attuale rosa rossonera (383 milioni). Si aggiungano le proprietà (il centro sportivo Milanello in primis) e si arriva ad un valore leggermente superiore ai 500 milioni di euro, prezzo che potrebbe essere una base d’asta buona sia per assicurare ad Elliott un guadagno, sia per avvicinare il valore finale ai 600 milioni. Un prezzo che sarebbe decisamente più in linea con la valutazione di Forbes rispetto a quello che è costato a Yonghong Li. Di cui resta da capire perché abbia pagato il club 1 miliardo (debiti compresi) per poi non riuscire a rifinanziare il debito e trovarsi senza più nulla in mano. Un mistero che probabilmente verrà svelato solo se e quando il Milan sarà in mani sicure.

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