Migration Compact: il piano italiano per militarizzare l’immigrazione

Il piano immigrazione proposto dall'Italia all'Unione Europea si chiama Migration Compact e prevede la militarizzazione della migrazione clandestina nei paesi africani

Il piano immigrazione di origine italiana è una vera novità, che da un lato ha suscitato scalpore e indignazioni, mentre dall’altro ha trovato anche tantissimi sostenitori sia italiani che europei. Il tutto ha origine dalle tantissime tragedie che spesso hanno luogo nel Mediterraneo, con molti clandestini annegati e pochissimi tratti in salvo. Delle vere tragedie umane, che hanno portato i politici europei e italiani a voler fermare i migranti a qualsiasi costo. Il motivo principale non sembrerebbe nemmeno tanto rifarsi alla pericolosità del viaggio attraverso il mare, quanto all’impossibilità dell’ Unione Europea di accogliere altre persone provenienti dall’Africa.

Il piano immigrazione prevede il sigillamento totale delle frontiere tramite l’utilizzo dell’esercito, bloccando così le migrazioni africane sul nascere. Respingere i migranti è dunque una delle priorità dell’Unione Europea; una priorità che emerge chiara dal Consiglio degli Affari Esteri tenuto da poco a Lussemburgo, ma che non rappresenta affatto una soluzione democratica. Si tratta di una decisione dubbia, destinata a destare scalpore nei cittadini europei, ormai abituati ad accogliere in casa le persone che scappano dalle guerre e carestie africane.

In particolare il Migration Compact prevede accordi di varia natura con i paesi d’origine dei migranti e l’impegno africano per bloccare gli spostamenti. Si prevede anche la delegazione a terzi per quanto riguarda il controllo della frontiera marina italiana, senza alcun rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti, ma con la possibilità di utilizzo della forza per proteggere i confini dai sempre nuovi flussi di migranti. Molto poca democrazia e tolleranza tipicamente europea si intravede dunque nel piano proposto, mentre vi è un ampio spazio per qualcosa che sa di discriminazione alla base.

Non univoche le reazioni al piano immigrazione degli altri Stati membri dell’Unione Europea, con poco entusiasmo da parte di paesi maggiormente liberali come la Svezia e un’accoglienza immensamente favorevole da parte di stati come l’ Ungheria e la Repubblica Ceca. La maggioranza però sembra essere d’accordo con il piano proposto dalla Commissione, impegnandosi a lavorare in quella direzione. Sul territorio italiano, invece, il piano è già stato denunciato da associazioni come l’Arci e da alcuni movimenti di sinistra, che ne criticano la completa mancanza di tutela dei diritti umani. Parole favorevoli, invece, provenienti dalla destra italiana.

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