Migranti, Salvini: “Porti italiani chiusi anche alle navi militari europee”

Sale ancora la tensione sulla questione migranti. Dopo le Ong, adesso nel mirino di Matteo Salvini finiscono le navi militari straniere che - attraverso le missioni internazionali - portano in Italia i migranti recuperati nel Mediterraneo

(Teleborsa) – Sale ancora la tensione sulla questione migranti. Dopo le Ong, adesso nel mirino di Matteo Salvini finiscono le navi militari straniere che – attraverso le missioni internazionali – portano in Italia i migranti recuperati nel Mediterraneo.

Dopo che nella notte a Messina sono sbarcati nella notte 106 migranti trasportati dal pattugliatore militare irlandese Samuel Beckett – che li aveva tratti in salvo il 5 luglio, Matteo Salvini apre un nuovo fronte.

LA MUSICA E’ CAMBIATA – “Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo”, ha scritto il ministro dell’Interno su Facebook che non risparmia una frecciatina ai predecessori: “Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perchè tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà”.

Pronta la replica del ministero della Difesa, che contesta la competenza del Viminale sull’operazione: “Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni” precisano fonti del ministero interpellate sulle parole di Salvini, spiegando che “quelle che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione e per farlo occorre farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck”, dove si svolgerà il vertice dei ministri dell’Interno Ue. L’azione, sottolineano le fonti, sempre in riferimento alle parole del titolare del Viminale, “deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio”.

Di Maio: cambiare regole d’ingaggio della missione
Intervenendo nella polemica tra Interni e Viminale, il ministro del Lavoro e vicepremier ha spiegato che “finchè la missione Eunavformed rimane
in piedi, gli unici porti sono quelli italiani”, ma l’obiettivo dell’esecutivo è “cambiare le regole d’ingaggio della missione”. “Mi ricordo che un anno fa sono stato a parlare con Frontex – ha continuato Di Maio intervistato a Radio1- e mi spiegarono che il governo Renzi diede la disponibilità di portare i migranti nei porti in cambio di punti di flessibilità usati per il bonus degli 80 euro”. “Noi chiederemo flessibilità senza barattarla in cambio dell’apertura dei porti”, ha aggiunto il vicepremier, secondo il quale a livello europeo “deve cambiare la musica. Sull’immigrazione questi navi devono portare i migranti in tutti i porti”.
“Anche la Germania sta iniziando a cambiare linea sull’immigrazione – ha continuato Di Maio – il problema è arrivato fin nel cuore dell’Europa. Vale per l’immigrazione e per l’austerity. Sono rimasti in pochissimi a dire che va tutto bene nell’Unione Europea”, “e mentre gli altri stanno precipitando nel consenso come quello di Macron, il governo italiano è il più forte con un consenso altissimo”.

 

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