Migranti: il nuovo piano della Ue

Il Consiglio Europeo "sostiene lo sviluppo del concetto di piattaforme regionali di sbarco, in stretta cooperazione con i Paesi terzi interessati, come pure con l'Unhcr e l'Oim

Dopo gli incontri più o meno segreti fra il premier Giuseppe Conte ed il presidente francese Emmanuel Macron, proseguono in Europa i colloqui per trovare una linea comune sulla vicenda migranti. Il Consiglio Europeo “sostiene lo sviluppo del concetto di piattaforme regionali di sbarco, in stretta cooperazione con i Paesi terzi interessati, come pure con l’Unhcr e l’Oim” – riporta la bozza in discussione delle conclusioni del Consiglio Europeo che si riunirà giovedì e venerdì prossimi a Bruxelles -. “Per spezzare definitivamente il modello di business dei trafficanti, e prevenire così tragiche perdite di vite – continua la versione provvisoria delle conclusioni – è necessario eliminare gli incentivi agli imbarchi volti ad effettuare un viaggio pericoloso”.

“Ciò richiede – proseguono i capi di Stato e di governo – un nuovo approccio nei confronti degli sbarchi di coloro che vengono salvati nelle operazioni di ricerca e soccorso”. Le piattaforme di sbarco, si legge ancora, “dovrebbero consentire l’esame rapido e sicuro per distinguere tra migranti economici e coloro che hanno bisogno della protezione internazionale, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza creare fattori di attrazione (pull factor, ndr)”.

Nuovi centri
L’idea di creare questi centri viene dall’Unhcr: l’alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, ha scritto nei giorni scorsi alla presidenza bulgara del Consiglio Ue per chiedere “un’opportunità per discutere con i governi interessati nuovi accordi operativi, dentro e fuori l’Ue, per assicurare sbarchi prevedibili e sicuri di coloro che vengono salvati in mare, effettuare l’esame delle domande di protezione internazionale, realizzare soluzioni, anche garantendo asilo, ricollocamenti nell’Ue, reinsediamenti o rimpatri per coloro che non hanno bisogno della protezione internazionale. L’Unhcr sta attualmente preparando una proposta a questo riguardo, insieme all’Oim, che condivideremo con voi a breve”.

Il Consiglio Europeo “riconferma che una precondizione per avere una politica Ue funzionante sulle migrazioni è un controllo efficace delle frontiere esterne. Dal 2015 un certo numero di misure sono state messe in atto per raggiungere questo obiettivo, come parte di un approccio complessivo alle migrazioni. Come risultato, il numero degli attraversamenti illegali della frontiera in direzione dell’Ue è stato ridotto del 95% rispetto al picco dell’ottobre 2015, anche se i flussi di recente hanno iniziato a riprendersi sulle rotte del Mediterraneo Orientale ed Occidentale”.

Il consesso dei capi di Stato e di governo, riportano ancora le conclusioni in bozza, “è determinato a continuare a rafforzare questa politica, per prevenire un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e per ridurre ulteriormente le migrazioni illegali su tutte le rotte, esistenti ed emergenti”.

Caos Libia
Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo Centrale, si legge più avanti, “gli sforzi per fermare i trafficanti che operano dalla Libia o in altri luoghi dovrebbero essere ulteriormente intensificati. L’Ue continuerà a stare al fianco dell’Italia e degli altri Stati membri di frontiera a questo riguardo. Aumenterà il suo sostegno alla Guardia Costiera libica, alle comunità costiere e a quelle meridionali, per avere condizioni di accoglienza umane, rimpatri volontari assistiti, come pure la cooperazione con i Paesi di origine e di transito”.

Dublino
Per quanto riguarda infine la riforma del sistema comune di asilo, detto di Dublino, i capi di Stato e di governo ricordano che “sono stati fatti molti progressi, grazie agli instancabili sforzi della presidenza bulgara e delle presidenze precedenti. Diversi provvedimenti sono vicini ad essere finalizzati. Per quanto riguarda la riforma del regolamento di Dublino, tuttavia, serve più lavoro per raggiungere un accordo finale basato su un equilibrio di responsabilità e solidarietà. La presidenza austriaca, prossima ad entrare in funzione, è invitata a continuare il lavoro”.

In collaborazione con Adnkronos

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