Migranti: “Francia e Uk i peggiori nemici dell’Italia”

E' quanto sostiene un’esperto di immigrazione in un’intervista rilasciata al gruppo di studio olandese Gefira

Dalla deposizione di Gheddafi nel 2011 alla recente strenua difesa degli interessi della francese Total, a danno della nostra Eni, da parte del governo francese, l’idea che nella situazione libica l’Italia debba lottare su più fronti è oramai ben sedimentata nell’opinione pubblica nazionale. Ora a rincarare la dose arriva l’opinione del direttore di Analisidifesa.it Gianandrea Galani, il quale ha sostenuto senza mezzi termini – in una intervista rilasciata al gruppo di studio olandese Gefira – che Francia e Regno Unito sarebbero al lavoro contro l’acquisizione di una posizione di primo piano per l’Italia in Libia.

Secondo Gaiani questi due Paesi, sulla carta alleati dell’Italia “sono i nostri peggiori nemici in Libia”, un fatto già dimostrato con la rimozione del raìs Gheddafi nel 2011 e con il quale il governo di Roma aveva un rapporto privilegiato. È un elemento chiave per comprendere anche il fenomeno migratorio, che, per quanto in calo, è ancora lontano dall’essere risolto.

Gaiani sottilinea anche come, a parer suo, le critiche sulle condizioni disumane in cui vivono i migranti nei centri di “accoglienza” libici siano “ipocrite” in quanto, una volta escluso l’impiego diretto di forze militari sul territorio, non c’è altra scelta che scendere a patti con le autorità locali, qualunque esse siano, pur di ristabilire un necessario controllo dei confini. Dalla stampa internazionale, tuttavia, non sono mancate le critiche su questa scelta.

Nel colloquio con il think tank Gaiani ha poi definito come “positivo” il recente accordo italiano col Niger, per il quale Roma garantirà un supporto logistico al controllo dei confini abitualmente oltrepassati dal flusso illegale di migranti diretto verso la Libia. Tuttavia, aggiunge l’esperto, noto per le sue posizioni controcorrente, difficilmente farà una grossa differenza, in quanto “per ridurre in modo significativo gli arrivi è necessario riportare [i migranti] al punto di partenza: se devono pagare ancor più denaro per tornare verso il mare che porta in Italia con il rischio di essere deportati di nuovo, inizieranno a chiedersi se ne valga la pena”.

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