MIFID II, rivoluzione in banca: al via oggi la nuova direttiva sui mercati finanziari europei

Per i risparmiatori nuove tutele e costi trasparenti 

(Teleborsa) Un 2018 che si apre con importanti novità nel settore dei servizi finanziari che riguarderanno, in particolare, famiglie e risparmiatori. Nuove tutele e costi trasparenti. 

Parte oggi,  3 gennaio,  la Mifid II, la nuova direttiva europea che ha l’obiettivo di tutelare i risparmiatori e portare più trasparenza sui costi di strumenti di investimento come, per esempio, fondi comuni, polizze vita, piani di accumulo, obbligazioni o compravendita di azioni e di Btp.
La riforma voluta dall’Unione Europea, dopo ben 7 anni di preparazione e numerosi rinvii che hanno portato a un “mostro normativo” contenente più di 1,7 milioni di regole, riguarderà ogni angolo del sistema finanziario del Vecchio continente: quindi banche e intermediari, ma anche gestori patrimoniali, fondi pensione e logicamente gli investitori retail.
Una delle novità principali che, almeno da previsioni, dovrebbero consentire di raggiungere questi obiettivi, e in particolare quello di tutela degli investitori, è la cosiddetta “product intervention”, ossia un intervento diretto da parte delle autorità competenti per vietare o limitare la vendita di uno strumento finanziario o, più in generale, di determinate pratiche e attività finanziarie
 
COME CAMBIANO LE REGOLE – “Le nuove regole imporranno cambiamenti in tutti i comparti del business coinvolti nella distribuzione e nella negoziazione degli strumenti finanziari e, in molti casi, vincoli più stringenti, in tema di protezione degli investitori, di abuso di mercato e di reportistica regolamentare”, sottolinea il rapporto di Standard & Poor’s sulla nuova direttiva a protezione del risparmio.

L’applicazione della Mifid II interessa 31 paesi europei: i 28 della Ue più Islanda, Liechtenstein e Norvegia. E coinvolge brokers,, gestori di portafoglio e le piattaforme di negoziazione.

IMPLICAZIONI NEGATIVE – Al momento implicazioni del tutto negative appaiono esserci, secondo S&P, per i brokers e le grandi banche di investimento, in qualche modo negative per i gestori di portafoglio, leggermente positive per le piattaforme di negoziazione, comprese le Borse, e gestibili per le altre banche.

“Nel più lungo termine, la natura dirompente dei maggiori cambiamenti regolamentari diverrà più evidente, vincenti e perdenti emergeranno più chiaramente. Probabilmente ci saranno più perdenti che vincenti”, sottolinea ancora il rapporto.

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