Microsoft, Twitter e PayPal puntano sulla “carne finta”

I guru della Silicon Valley scommettono su un futuro da vegetariani. E investono sui surrogati della carne

La Silicon Valley investe sui surrogati vegetali della carne. Proprio nella patria di hamburger, hot dog e freid chicken alcuni guru dell’industria hi-tech hanno deciso di scommettere sulla ‘carne finta’. Un alimento di nicchia, ma che evidentemente nasconde tra le sue fibre notevoli potenzialità economiche.

UN BUSINESS IN ASCESA

Dal fondatore di Microsoft Bill Gates, ad uno degli ideatori di Twitter, Biz Stone, passando per uno dei co-fondatori di Pay Pal, Peter Thiel, stanno finanziando le start up impegnate a elaborare nuovi prodotti vegani, interamente composti da ingredienti derivati dalle piante.

Come spiega il New York Times, sebbene la richiesta della cosiddetta "carne finta" negli Stati Uniti sia in crescita (dal 2010 al 2012 è aumentata dell’8 per cento), il mercato è ancora "minuscolo". Ma c’è chi ne prevede il boom e lo paragona a quello delle auto elettriche. 

Gates ha già investito in Beyond Meat – una società che punta a produrre i sostituti delle striscette di pollo grigliate e della carne macinata – e in Hampton Creek, una start up di San Francisco che intende trovare l’alternativa vegetale alle uova. Più che esperti del settore alimentare, entrambe le società impiegano scienziati biochimici che stanno studiando al struttura molecolare migliaia di piante e legumi provenienti da tutto il mondo.

La domanda di alternative alla carne infatti è in costante crescita, sostenuta dall’espansione delle fila vegetariane e dalle preoccupazioni sull’impatto ambientale degli allevamenti intensivi di bovini.

MENO CARNE E FORMAGGI PER RIDURRE I GAS SERRA

Una recente ricerca della svedese Chalmers University of Technology, pubblicata su Climatic Change ("The importance of reduced meat and dairy consumption for meeting stringent climate change targets") denuncia che il protossido di azoto proveniente dai campi coltivati e il metano prodotto dal bestiame aumentano considerevolmente le emissioni responsabili dei cambiamenti climatici.
Le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione alimentare (carne e prodotti lattiero-caseari) possono minacciare gli obiettivi internazionali dell’Unfccc di limitare il global warming a 2 gradi Celsius in più.
Le carni più pesanti per il clima rispetto al cibo che forniscono sono il manzo e l’agnello/montone e le stime indicano che entro il 2050 la carne di manzo e agnello rappresenterà la metà di tutte le emissioni di gas serra agricole, mentre contribuiranno solo per il 3% all‘apporto calorico per gli esseri umani. I formaggi e gli altri prodotti caseari rappresenteranno circa un quarto del totale dell’inquinamento climatico agricolo.
In base a quanto sostiene Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale. "Le battaglie per l’acqua e il cibo saranno gli effetti più diretti del riscaldamento globale entro il prossimo decennio, non c’è alcun dubbio". E non dimentichiamo che l’inverno 2014 si colloca al secondo posto tra i più caldi degli ultimi due secoli.

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