Microcredito, dalla Ue 25 mila euro per uscire dalla crisi

Si chiama "Progress" ed è il nuovo strumento di finanziamento varato dall'Unione europea per chi non riesce ad ottenere credito dalle banche. Per trasformare i disoccupati in microimprenditori

Europa come il Bangladesh? Il paese asiatico dove la Grameen Bank – la banca dei poveri, il primo istituto di microcredito della storia – ha rappresentato la salvezza per moltissimi agricoltori, artigiani e commercianti, ha fatto scuola anche da noi. Perché la crisi economica morde duramente anche il Vecchio Continente, con bilanci pesanti soprattutto sul versante dell’occupazione. E per chi perde il lavoro, soprattutto a una certa età, è difficile risollevarsi.

La ripresa è in “Progress”
E’ per questo motivo che il Parlamento europeo ha appena dato il via libero a “Progress uno strumento di microfinanziamento per l’occupazione e l’integrazione sociale rivolto a chi avrebbe difficoltà ad accedere ai canali di credito ordinario.

Prestiti fino a 25.000 euro per avviare o sostenere piccole attività economiche, imprese individuali o con un massimo di 10 dipendenti (cioè il 91% di tutte le imprese europee) e un fatturato annuo che non supera i 200 milioni di euro. E tassi d’interesse agevolati col sostegno del Fondo sociale europeo.

Un continente di microimprenditori
I beneficiari sono coloro che hanno perso il lavoro, sono a rischio di perderlo o hanno difficoltà a trovarlo. Insomma tutti quelli che sono pericolosamente vicini alla marginalità sociale, ai quali nessuna banca farebbe mai credito. Lo scopo del finanziamento è trasformare questi soggetti in microimprenditori, sostenendo concretamente le loro iniziative economiche. D’altronde il 99% delle start-up in Europa sono micro o piccole imprese e un terzo di queste vengono avviate da disoccupati.

Un intervento chiaramente “socio-politico”, quello dell’Unione Europea. Lo dimostra anche il fatto che la priorità è data alle microimprese dell’economia sociale o che occupano soggetti svantaggiati.

Per questa iniziativa sono stanziati 100 milioni di euro per il quadriennio 2010-2013 (cioè 25 milioni all’anno) che però potrebbero lievitare a oltre 500 milioni in virtù di accordi con istituzioni finanziarie internazionali come la Banca europea degli investimenti (Bei). In questo modo si stima di erogare circa 45.000 finanziamenti su un arco di 8 anni.

I disoccupati d’Europa sono ora in attesa dei provvedimenti applicativi che preciseranno i dettagli (ad esempio il tasso d’interesse) e renderà operativo lo strumento. La partenza è prevista per l’inizio del 2010. (A.D.M.)

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