Mezzi pubblici: lenti, inaffidabili e rumorosi

Ecco perché gli italiani li trascurano. L'inchiesta di Altroconsumo condotta in dodici città italiane

a cura di Altroconsumo

Reti e mezzi pubblici inadeguati, lunghe attese alla fermata e ritardi nel tragitto, sporcizia e cattivo odore a bordo, mancanza di sicurezza: secondo i passeggeri il trasporto pubblico locale è davvero deludente. Inoltre, sono in molti a pensare che la situazione nella propria città sia perfino peggiorata negli ultimi due anni. È quanto emerge dall’inchiesta che Altroconsumo ha condotto in dodici città italiane, intervistando cinquemila persone che utilizzano bus, tram, metropolitane e vaporetti (Venezia). Frequenza e velocità delle corse restano il vero tallone d’Achille del trasporto pubblico. Sono perlopiù i mezzi di superficie a lasciare in attesa a lungo i passeggeri. Nelle città del Sud, soprattutto quelle siciliane, capita di aspettare l’autobus anche per venti minuti, mentre tra i centri che dispongono di tranvia, Napoli è quello in cui l’attesa dura in media di più: un quarto d’ora.

Problemi soprattutto al sud
Sotto il profilo della soddisfazione complessiva, al di là di alcuni interventi mirati e molto ben realizzati, come il tram di Padova e la metropolitana di Torino, gli utenti insoddisfatti sono molti di più di quelli appagati. La soddisfazione è molto bassa nei due centri siciliani di Catania e Palermo, mentre Napoli ha registrato un miglioramento, attestandosi al quartultimo posto (era ultima nell’inchiesta che Altroconsumo aveva svolto nel 2006). Il quadro generale resta problematico. Se si mette insieme tutto – frequenza delle corse e copertura del territorio, tempi di percorrenza (regolarità e durata) e comfort del viaggio – nessun centro urbano raggiunge la sufficienza. Padova e Cagliari sono quelle che più si avvicinano, favorite dalle piccole dimensioni e da interventi mirati e ben integrati, rispetto a Torino e Milano che in graduatoria le seguono a ruota.

La sicurezza a bordo
C’è poi il discorso sicurezza personale, preoccupazione ormai cronica degli utilizzatori del trasporto pubblico locale. Più che alle stazioni di bus e metro, è a bordo dei mezzi che ci si sente maggiormente vulnerabili. I borseggiatori preoccupano di più nelle città più grandi, come Palermo, Firenze, Genova e Catania. E meno a Cagliari, Padova e Venezia (Bari è nel mezzo). Le aggressioni, sono temute più che in passato, particolarmente sulla metropolitana di Napoli. Eppure, quando siamo andati a chiedere agli stessi passeggeri quali aspetti sarebbero da migliorare, pochi hanno indicato tra le priorità la sicurezza, preferendo puntare su regolarità, maggiore frequenza delle corse ed estensione della rete.

Siamo uomini o pendolari?
L’inchiesta sui mezzi pubblici rappresenta il primo passo della nuova campagna di Altroconsumo dedicata ai diritti dei passeggeri. Lo slogan è “Siamo uomini o pendolari?”.

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Mezzi pubblici: lenti, inaffidabili e rumorosi