MES, ultimo duello: la bocciatura di Conte scuote la maggioranza

La stroncatura del Presidente del Consiglio non è piaciuta a PD e Italia Viva, ma la partita è ancora aperta

Mes sì, no. Forse. A rialzare improvvisamente l’asticella della tensione nella maggioranza ci hanno pensato le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Conte che, illustrando in conferenza stampa il nuovo DPCM, incalzato sull’eventuale utilizzo dello strumento, ha spiazzato.

“Il Mes non è una panacea. I soldi del Mes sono prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte in cambio di un risparmio d’interessi”, ha detto il Presidente del Consiglio spiegando che il meccanismo europeo “va a incrementare il debito e quindi va coperto” e  si renderebbero quindi necessarie “nuove tasse o tagli di spese” e che di conseguenza il risparmio sarebbe “molto contenuto”.

Certo, non è un no definitivo, ma quantomeno una bocciatura che non è piaciuta affatto al Pd.  Profilo basso, per ora, da parte di Nicola Zingaretti che si limita ad invitare a non liquidare un tema così importante come il Mes “con una battuta in conferenza stampa”.

Decisamente più duro Matteo Renzi. “Dicendo No al Mes il Premier Conte fa felici Meloni e Salvini ma delude centinaia di sindaci e larga parte della sua maggioranza. Il tempo dimostrerà come questa decisione sia un grave errore politico e soprattutto un danno per gli italiani“, dice il leader Iv su Facebook.

“Il Presidente del Consiglio aveva detto che del Mes avremmo discusso e deciso in Parlamento. Stiamo aspettando il piano del governo per rafforzare e ammodernare la sanità pubblica, soprattutto quella territoriale. La maggioranza ha deciso che questo sarà il percorso e non bastano battute per cambiarlo”, incalza anche il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio che invita Conte “ad andare in Parlamento col programma per la sanità pubblica e discutiamo se le risorse del Mes siano le più convenienti, come noi del Pd riteniamo oppure se qualcuno ha idee migliori. Non sono d’accordo con quanto detto ieri da Conte, con il riferimento alle tasse e ai tagli da fare, se dovessimo usare il Mes”.

A fianco del Premier, come prevedibile, una bella fetta del Movimento Cinquestelle che da sempre guarda allo strumento con diffidenza, per usare un eufemismo. “Le chiare parole del presidente Conte sul Mes hanno scatenato l’ennesima ridda di scomposte dichiarazioni propagandistiche per portare avanti una polemica strumentale e tutta politica, inesistente nel resto d’Europa dove tutti hanno già detto no al Mes, portata avanti con false argomentazioni che nulla hanno a che vedere con la realtà e che non fanno che confondere le idee dei cittadini”, hanno dichiarato i senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama.

Mente spudoratamente chi dice che con il Mes sparirebbero le attese per i tamponi o si moltiplicherebbero i posti in terapia intensiva – spiegano i senatori cinquestelle – perché i soldi del Mes non li potremmo usare per nuovi investimenti sanitari ma solo per finanziare spese che già abbiamo fatto. 

La missione è quasi impossibile: trovare un punto di equilibrio che accontenti tutti con il Premier Conte che ancora una volta dovrà indossare i panni del mediatore, evitando con ogni mezzo una rottura che, con il Paese alle prese con l’emergenza sanitaria riesplosa negli ultimi giorni, ha quanto mai bisogno di stabilità.  

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MES, ultimo duello: la bocciatura di Conte scuote la maggioranza