Mes, troika, condizioni: lettera di Dombrovskis e Gentiloni sul futuro Ue anti-Covid

Con una lettera al presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni spiegano come sarà il fondo salva-Stati

Nessun monitoraggioaggiustamento dei conti. Sul Mes si vede, forse, la luce. Alla vigilia del prossimo Eurogruppo che si riunirà venerdì 8 maggio alle 15, ancora una volta in videoconferenza per via delle misure anti-Covid, la Commissione europea chiarisce che tanto contestato Meccanismo Europeo di Stabilità sarà uno strumento semplice, senza conseguenze, per i Governi, pensato solo per aiutarli a gestire l’emergenza.

Vigilanza sì o no?

Con una lettera al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni provano a sedare gli animi, fugando i possibili dubbi – ancora tanti, troppi – su un possibile commissariamento dei conti pubblici per i Paesi che chiederanno gli aiuti. Nessuna sorveglianza rafforzata sugli Stati membri, dunque.

Per cosa dovranno essere usati i soldi

L’unico vincolo per gli Stati che utilizzeranno il Mes contro la pandemia sarà, come già annunciato, quello di usare i soldi per l’emergenza sanitaria.

Già il rapporto dell’Eurogruppo del 9 aprile affermava che l’unico requisito per accedere alla linea di credito è che gli Stati membri dell’area dell’euro che richiedono assistenza si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19.

Secondo alcuni rumors interni alla macchina di Bruxelles, “le cose stanno andando bene: ci sono ancora dei problemi ma c’è parecchia buona volontà”. Probabile dunque che l’Eurogruppo scelga di appoggiare tutti i documenti relativi, dopodiché gli organi di governo del Mes si riuniranno la prossima settimana per finalizzare il lavoro sulle linee di credito per i Paesi dell’area euro duramente colpiti dalla crisi innescata dal Coronavirus.

Intanto, oggi la Commissione ha dichiarato tutti i Paesi dell’area euro idonei ad accedere alle linee. Il debito dell’Italia, dice l’Ue, è “sostenibile”, malgrado i “rischi”, perché comunque, dopo il picco del 2020 al 159% del Pil, imboccherà una traiettoria discendente che lo porterà a circa 140% nel 2030.

Troika e condizioni

Niente troika comunque: sarà la Commissione stessa ad occuparsi del monitoraggio sulle spese, dunque né la Bce né il Mes stesso. Secondo quanto si apprende, data la limitatezza dello scopo e la grandezza notevole delle linee di credito dedicata alla pandemia, i commissari sarebbero orientati a non applicare tutte le regole legate al Mes.

Non ci sarà quindi nessun programma macroeconomico di riforme da concordare né la possibilità per la Commissione di chiedere correzioni aggiuntive dei conti nell’ambito del monitoraggio.

La Commissione non effettuerà neanche missioni in loco ad hoc nei vari Paesi, oltre a quelle standard che si svolgono regolarmente nell’ambito del semestre europeo. Nessuna applicazione, nemmeno, delle procedure per affrontare le difficoltà strutturali interne.

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