MES, pressing Merkel: “Recovery non basta, Italia lo attivi”

Tra gli "sponsor" della strumento anche Angela Merkel, che alla vigilia del semestre di presidenza tedesca rivolge un messaggio ai Paesi UE. La replica di Conte: "I conti li facciamo noi"

Più che un vero e proprio pressing, potremmo parlare di “moral suasion”. Fatto sta che, in attesa dell’appuntamento del prossimo 17-18 luglio a Bruxelles quando il vertice Ue straordinario dovrà far chiarezza su Recovery fund e bilancio pluriennale, torna di attualità il dibattito sul Mes, in realtà mai accantonato, che continua a incontrare più di qualche resistenza.

Tra gli “sponsor” della strumento, anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel, che alla vigilia del semestre di presidenza tedesca – particolare non trascurabile – rivolge un messaggio ai Paesi UE in vista del percorso da intraprendere per uscire dalla crisi economica innescata dalla pandemia. “Il fondo di solidarietà, il Recovery Fund, non può risolvere tutti i problemi, ma non averlo rafforzerebbe il problema.

Una disoccupazione troppo forte in un Paese può avere un effetto esplosivo. I pericoli per la democrazia sarebbero a quel punto maggiori”. Quindi, ha proseguito Merkel, “l’Italia pensi ad attivare il Mes“, ha detto intervistata da alcuni quotidiani europei tra cui La StampaLe Monde e Suddeutsche Zeitung .

Non si fa attendere la replica del Presidente del Consiglio  Conte: “Non è cambiato nulla rispetto alle opinioni di Angela Merkel, ma a far di conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri. Ci stiamo predisponendo per un Recovery Plan italiano che presenteremo a settembre”.E aggiunto: “Ieri c’è stata una riunione con i rappresentanti della maggioranza  e abbiamo iniziato a ragionare sul ventaglio di possibilità dei prossimi provvedimenti. Ci aggiorneremo – ha concluso Conte – all’inizio della prossima settimana. Il programma Sure è un percorso praticamente già attivato”.

IL MES E LA “LETTERA SCARLATTA” – Nonostante le rassicurazioni arrivate da più parti e a tutti i livelli, l’attuale Pandemic line del Mes continua a non convincere, portandosi dietro la “lettera scarlatta” anche nella versione rivista e decisamente più light.  Nessun intervento della Troika, nessuna limitazione alla sovranità dei Paesi richiedenti. Unica condizionalità richiesta è che le risorse siano utilizzate per fronteggiare spese della Sanità. Senza dimenticare un ultimo ma centrale aspetto: i fondi sarebbero immediatamente disponibili. Particolare di certo non trascurabile per l’Italia visto che il tempo non è poco. E’ già scaduto.

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