MES? “Mai escluso”: Gualtieri non chiude e sfida il M5s

Mentre il Presidente del Consiglio Conte gioca la delicatissima partita in Ue, il Ministro dell'Economia lascia le porte aperte a uno strumento poco amato in casa M5s

Mentre il Presidente del Consiglio Conte è impegnato a Bruxelles nel delicato vertice UE chiamato a trovare la quadra su Recovery Fund e bilancio pluriennale (una partita tutta in salita che difficilmente regalerà la fumata bianca entro domenica), a casa nostra ci pensa il ministro Gualtieri a mantenere il dibattito sempre vivo, tirando in ballo il MES che da sempre è sinonimo di polemiche.

Mes? Mai escluso dal Governo

“Il Governo non ha mai escluso l’uso della nuova linea di credito del MES”. Parole chiare quelle del titolare del Tesoro che mostra di ignorare mesi di veti del Movimento 5 stelle sull’accesso al Fondo Salva Stati e intervistato dal Corriere della Sera tiene spalancate le porte, precisando che è decisivo concludere entro luglio il negoziato sul Recovery Fund, senza snaturarne l’architettura originaria.

Miracoli a parte, tuttavia, è da escludere che l’intesa arrivi entro domenica. Nonostante ciò Gualtieri si dice fiducioso. I dati economici, come ha ricordato Christine Lagarde, ci dicono che una rapida implementazione del programma Next Generation Eu è essenziale per raggiungere una ripresa solida, sostenibile, orientata al futuro e capace di salvaguardare il mercato unico. Su questa posizione – ricorda – che l’Italia ha sostenuto fin dall’inizio con forza, è maturato un largo consenso il che rappresenta una novità politica di straordinario rilievo”.

Nessun compromesso al ribasso

Nessuna revisione al ribasso, per Gualtieri, “la proposta di Charles Michel conferma l’ammontare complessivo, la ripartizione tra trasferimenti e prestiti e l’architettura del Recovery Fund. E non era scontato. Ci batteremo con forza per non modificare questi elementi. Esistono inoltre alcune criticità in quella proposta su cui saremo molto determinati”.

Riforma fiscale

In attesa di sviluppi sulla partita in Europa, Gualtieri disegna il rilancio del nostro Paese. La riforma fiscale nella quale “non ci sarà la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa”, sarà un “lavoro il più possibile ampio e organico, con l’obiettivo di ridurre le tasse su imprese e lavoratori e anche semplificare il sistema, che è molto complesso”, ha detto il Ministro, sottolineando che “abbiamo ripreso il lavoro sulla riforma fiscale, che era in corso prima dell’emergenza Covid. Vogliamo ridurre la pressione fiscale sul lavoro e farlo con il contrasto all’evasione fiscale, usando strumenti nuovi”.

Vogliamo semplificare – ha spiegato il Ministro al congresso nazionale di Ali, la Lega delle autonomie locali – e l’obiettivo sarà di proseguire la riduzione dell’Irpef nel pieno rispetto del principio costituzionale di progressività delle imposte. C’è un altro tassello che riguarda l’assegno unico: si tratta di rafforzare il sostegno alla genitorialità, alle famiglie, ai figli. Saranno i primi due corposi elementi elementi della riforma, con una razionalizzazione delle deduzioni fiscali e con la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi”.

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