MES a orologeria: bomba pronta a esplodere dopo Elezioni 

Zingaretti insiste, Di Maio glissa e Fraccaro ribadisce che è "l'ultima spiaggia". Acque decisamente agitate nel Governo 

Questione MESin pausa. Per molti, una strategia politica studiata nei dettagli per evitare che il dibattito si infiammi prima delle elezioni regionali, dando un’ idea di non compattezza nella maggioranza che potrebbe avere ripercussioni sul voto che si terrà il 20 e 21 settembre. Una data che potrebbe fare da spartiacque nel destino del Governo.

Tradotto: dalle parti di Palazzo Chigi c’è una bomba ad orologeria, pronta a esplodere. I segnali ci sono tutti.

 

Si mette in mezzo il Mes anche per dividere la maggioranza. Piu’ se ne parla piu’ accentuiamo la divisione, per me adesso ha senso che abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra e abbiamo preso più soldi di tutta Europa”, ha detto ieri sera il Ministro degli Esteri Di Maio nel sottolineare che  “il M5S ha dimostrato la massima responsabilità quando ce ne era bisogno. Su Mes o non Mes noi diciamo di puntare sul Recovery Fund intanto”. Secondo molti una replica indiretta alle parole di Zingaretti di qualche ora prima aveva tuonato.

 

“Lo dico non solo da segretario del Pd ma anche da presidente di Regione: dire no al Mes significa dire no a qualcosa che c’era in passato ma qui parliamo di una linea di credito da cui l’Italia puo’ guadagnare e che investe sulla sanità”, ha detto a Porta a Porta. A chi nei 5 Stelle dice che il Mes e’ un capitolo chiuso, Zingaretti replica: “Noi non arretreremo e nessuno può permettersi di dire ‘capitolo chiuso’. C’è una maggioranza, c’è un Governo, c’è un dibattito politico e non è chiuso nulla”.

 

Il messaggio è chiaro. La questione è solo rimandata ma prima o poi – molto presto – arriverà sul tavolo del Governo. Insieme a tutti i nodi politici che porta con sè.

 

 

MES, ULTIMA SPIAGGIA A ribadire la posizione del Movimento è ancora Riccardo Fraccaro, a Start, su Sky TG24;”Siamo favorevoli a fare investimenti, anche a debito, se hanno una valenza sociale, ma il Mes ti lega ad alcune condizioni, anche future, che potrebbero essere negative per il nostro Paese. Per questo siamo contrari, non vogliamo che la nostra sovranità venga limitata. Anche il Recovery Fund prevede miliardi a disposizione come prestiti, non solo come finanziamento a fondo perduto, quindi come Governo valutiamo prima questi soldi e poi, eventualmente, il Mes. Come M5s rimarremo contrari e poi ci confronteremo, ma è inutile andare a limitarci la sovranità se abbiamo altro a disposizione cui attingere per fare gli investimenti. Il Mes è sicuramente l’ultima spiaggia, da evitare”.

 

E se il Mes è l’ultima spiaggia, il rischio, piuttosto concreto, è che le acque in cui dovrà navigare il Governo nei prossimi mesi siano decisamente agitate. 

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