Mascherine obbligatorie, il Governo fisserà il prezzo massimo

Il Governo ha deciso di fissare un prezzo "politico" di 90 centesimi per una singola mascherina chirurgica. A stabilirlo sarà una norma ad hoc del prossimo decreto di aprile

Le mascherine chirurgiche, quelle che diventeranno obbligatorie nei luoghi di lavoro così come in negozi e supermarket nella Fase 2, non potranno costare più di un euro.
Il Governo ha deciso di fissare un prezzo “politico” di 90 centesimi per una singola mascherina chirurgica. A stabilirlo sarà una norma ad hoc del prossimo decreto di aprile sull’emergenza Covid, e già il commissario straordinario all’emergenza coronavirus era stato chiaro: “Presto – aveva detto Domenico Arcuri – fisseremo un prezzo massimo. Le vergognose speculazioni a cui abbiamo assistito non devono più ripetersi”.

Quanto costano ora in Italia

In farmacia il prezzo delle mascherine varia da 1,5 a 2 euro e mezzo. Per ora resta in vigore quanto già stabilito dall’ordinanza firmata dallo stesso Arcuri lo scorso 9 aprile, secondo cui nelle farmacie una singola mascherina non può essere venduta a un prezzo maggiore del totale della confezione diviso per il numero di pezzi. Ovvero, se in una scatola ci sono 5 mascherine e il costo totale è 10 euro, al cliente non potranno essere chiesti più di 2 euro.
Sul web si trovano mascherine anche a 70 centesimi, ma la richiesta è così alta che spesso serve un mese per le consegne.

Proprio per questo motivo avere un prezzo unico su tutto il territorio nazionale diventa ancora più fondamentale per aiutare le famiglie a contenere le spese in un momento già difficile. Il prezzo politico renderà meno onerosa la ripartenza dal 4 maggio quando circa sei milioni di lavoratori si rimetteranno in movimento e gli italiani tutti avranno più libertà di manovra fuori di casa.
Va ricordato poi che una mascherina chirurgica non può essere usata più di 4 ore per mantenere la sua capacità protettiva. Tanto che ci sono aziende italiane che a maggio, ottenuto il via libera dall’Istituto superiore di sanità, sono pronte a far entrare in produzione modelli lavabili per poterli riutilizzare.

Alcune regioni, inoltre, tra cui Lombardia (quasi 7 milioni di unità con il sostegno delle Province), Liguria (2 milioni), Piemonte (5 milioni), Toscana (8,5 milioni di pezzi, che da lunedì 20 aprile diventeranno 1,5 milioni al giorno), Veneto (2 milioni) ed Emilia-Romagna (3 milioni) hanno già deciso di distribuire gratuitamente ai loro cittadini le mascherine chirurgiche.

Attenzione però: stiamo parlando delle mascherine chirurgiche semplici. Nessun “prezzo politico” è previsto per le più sofisticate e filtranti Ffp2 e 3, quelle più usate da medici e infermieri. Ma anche per queste, che hanno prezzi dai 7,5 ai 15 euro, un’ordinanza di Arcuri consente l’acquisto di un singolo dispositivo al prezzo d’ingrosso. Se una scatola da 20 viene venduta a mettiamo 60 euro, una singola mascherina sfusa non potrà costare più di 3 euro. Pena 206 euro di multa o addirittura l’arresto fino a tre mesi.

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