Mascherine a 50 centesimi, lo Stato si farà carico dei costi: l’accordo raggiunto

Mascherine a 50 centesimi: l'accordo raggiunto dopo le polemiche

Sono state motivo di discussione e scontri in questi giorni: le mascherine vendute a 50 centesimi, in modo tale da essere disponibili per tutti, erano introvabili. Molti, sia consumatori che fornitori, hanno denunciato non poche difficoltà e contraddizioni, ma adesso – finalmente – un nuovo accordo è stato raggiunto.

Mascherine a 50 centesimi: l’accordo raggiunto

Rendere le mascherina obbligatorie non era abbastanza: per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, infatti, bisognava garantire l’approvvigionamento a tutti. Abbienti e meno abbienti, dunque, dovevano essere messi nella condizione di poter acquistare i dispositivi di sicurezza, ma non solo. Era importante rendere le mascherine facilmente reperibili.

Da qui l’idea di mettere in commercio le mascherine a 50 centesimi, acquistabili nelle farmacie, nei tabacchi e nelle principali catene delle grande distribuzione (come i supermercati per esempio). Adesso l’ultimo accordo che è stato raggiunto, il terzo in due settimane, impegna nello specifico i distributori che, nel mese di maggio e a partire da lunedì 18 maggio, dovranno garantire alle farmacie l’approvvigionamento di ben 9 milioni di dispositivi.

Lo Stato si farà carico dei costi aggiuntivi

Assicurare questo ingente numero di mascherine e ad un prezzo così competitivo non sarà di certo facile. Per questo motivo, con l’obiettivo di superare le criticità fino ad ora emerse, l’accordo raggiunto in queste ore con Federfarma prevede che sia lo Stato a farsi carico dei costi aggiuntivi.

Affinché le mascherine vengano venduti dai distributori al prezzo di 50 centesimi a dispositivo, per far quadrare i conti, è stato fissato un prezzo massimo di acquisto “all’ingrosso” pari a 38 centesimi. Come dovrà allora comportarsi chi pagherà di più?

Come ha spiegato Domenico Arcuri, Commissario straordinario per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la differenza tra il prezzo a cui i distributori comprano le mascherine e l’importo massimo di 38 centesimi verrà coperta dallo Stato.

Stando a quanto emerso, l’integrazione economica prevista dal Commissario potrebbe raggiungere i 10 centesimi per ogni mascherina acquistata dai distributori. Per questi dunque il ricavo dalla vendita sarà pari a 2 centesimi, mentre i farmacisti che spenderanno 40 centesimi a dispositivo potranno poi rivendere a 50 centesimi più Iva ai cittadini le mascherine.

Le polemiche degli scorsi giorni sembrano quindi superate, tant’è che l’accordo è stato definito più un punto di partenza che di arrivo.

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