Margherita, quanto mi costi. I prezzi della pizza città per città

La pizza più 'salata' è a Treviso con 22 euro sullo scontrino, mentre quella più economica è stata invece rilevata a Termoli e a Campobasso con un prezzo (sempre compresa la bibita) di 6,5 euro

La pizza è uguale per tutti? Non esattamente. Una margherita e una bibita possono valere sullo scontrino cifre assai diverse da città a città. Il piatto nazionale che ancora permette a tanti di uscire a cena senza spendere un capitale e senza rinunciare al piacere della convivialità registra infatti consistenti variazioni di prezzo a seconda del capoluogo.

Il costo medio emerso è di 11,80 euro, prezzo in linea con gli ultimi dati dell’osservatorio prezzi della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio) secondo il quale se l’ordinazione si limita a pizza e bibita, ha un costo compreso tra i 7 e gli 11 euro. Il Centro risulta l’area geografica più cara con una media di 13,10 euro contro gli 11 euro del Nord e del Sud.

Il conto più salato è giunto in una pizzeria di Treviso con 22 euro sullo scontrino. La pizza più economica è stata invece rilevata a Termoli e a Campobasso con un prezzo (sempre compresa la bibita) di 6,5 euro.
Lo rende noto il movimento Difesa del Cittadino che insieme a Codacons, nell’ambito del progetto Famiglie&Consumi, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno rilevato i prezzi di una pizza margherita e bibita in diverse città di Italia.

Ecco la TABELLA DEI PREZZI

CITTA’

MEDIA

MAX

MIN

 

NORD

 

 

 

Treviso

18,8

22,0

15,0

Genova – Sanremo

11,8

14,0

9,0

Forlì

14,7

17,0

13,5

Padova

10,3

12,0

9,0

Bologna

10,7

12,0

9,5

Aosta

9,0

11,0

7,0

Torino

7,8

8,5

7,0

Udine

10,0

11,0

9,0

CENTRO

 

 

 

Ancona

14,5

18,0

12,0

Perugia

10,4

12,0

9,0

Roma

16,3

20,0

12,0

Empoli

12,5

15,0

10,0

Ascoli

12,3

15,0

10,0

Latina

14,0

15,0

13,0

Pescara

15,3

18,0

13,0

SUD

 

 

 

Crotone

17,3

21,0

15,0

Marsala

10,8

12,0

10,0

Benevento

16,3

20,0

12,0

Potenza

9,3

12,0

11,0

Cosenza

9,4

10,0

8,0

Termoli

7,5

9,0

6,5

Campobasso

7,4

8,0

6,5

fonte: Movimento Difesa del Cittadino (MDC)

AAA PIZZAIOLO CERCASI
Nonostante la crisi, secondo i dati del centro studi Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio, le pizzerie sarebbero in difficoltà per un altro motivo: all’appello mancano 6mila pizzaioli professionisti.
Lo studio denuncia la carenza di personale qualificato da reclutare nelle pizzerie, dove la forza lavoro complessiva arriva a 240mila occupati in tutta Italia. Ma i numeri della pizza non si fermano qui e descrivono un settore in costante fervore: 50.000 pizzerie attive (di cui la metà al trancio); 9.000.000.000 euro fatturati complessivamente; 280 giorni apertura media annua di una pizzeria; 260 mila euro volume d’affari medio di una pizzeria; 6,5 lavoratori medi all’interno di una pizzeria.
La difficoltà emersa nel trovare pizzaioli è grave al punto che i gestori dei locali italiani si vedono costretti a reclutare pizzaioli non qualificati, che devono essere formati. Il report segnala inoltre che l’80% del fabbisogno di pizzaioli specialisti riguarda le piccole imprese e oltre un’assunzione su due tra quelle non stagionali sarebbe a tempo indeterminato.

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