La mappa dei paesi schiacciati dal debito. I privati “salvano” l’Italia

Una mappa interattiva dell'Economist mostra che l'Italia si salva dalla bancarotta grazie alle famiglie e alle imprese, meno indebitate che nel resto dell'Occidente

Da mesi si parla della zavorra del debito pubblico e di quanto possa mettere in ginocchio gli Stati. Se ce ne fosse stato bisogno, la crisi greca ce l’ha dimostrato in pieno. Ma il debito pubblico è solo una parte del problema. Il pericoloso livello di indebitamento raggiunto dai 14 paesi più ricchi del mondo, tra cui l’Italia, è causato anche dai privati. Dalle aziende che chiedono finanziamenti alle banche, da queste ultime che impacchettano e rivendono i loro crediti creando altro debito, dai singoli cittadini con i loro mutui e le loro carte di credito.

A calcolare quanto pesa il debito dei privati sul debito complessivo degli Stati è stato l’autorevole Economist (elaborando i dati del McKinsey Global Institute). E si è anche preso il gusto di farne una mappa interattiva. Basta un semplice colpo d’occhio per capire quali sono i paesi in profondo rosso – come la Gran Bretagna o il Giappone – che hanno un debito complessivo che arriva quasi al quintuplo del proprio Pil. Con un passaggio di mouse si può vedere la situazione dei singoli paesi.

L’Italia, col suo debito che raggiunge il 315% della ricchezza prodotta, è nella seconda fascia di rischio, quella di “allarme arancione“. In compagnia di Francia (col 322% di debito sul Pil) e Spagna (che arriva al 366%).

In Italia i privati fanno meno debiti dello Stato

Ma la singolarità della mappa sta negli “spaccati” del debito. Viene cioè considerato anche l’indebitamento dei proprietari di immobili (household), delle banche (financial) e delle altre aziende (non-financial). Ed è qui che si nota che il nostro paese è salvato dai privati.

L’Italia infatti è al secondo posto, dopo il Giappone, per debito pubblico (government) ma scende al settimo posto nell’indebitamento delle sue banche (che raggiunge circa l’80% del Pil contro il quasi 200% delle banche inglesi) e delle sue imprese (sempre attorno all’80% contro il 140% della Spagna). E si piomba in decima posizione se si considera il debito dei privati per i mutui immobiliari: gli italiani si indebitano “solo” per il  40% della ricchezza complessiva, molto meno dei cittadini svizzeri, britannici e statunitensi che si attestano tutti attorno al 100% del Pil.

Anche in questo caso il “provincialismo” economico ci salva: le famiglie italiane sono più “formiche” di quelle di molti altri paesi ricchi, le imprese meno esposte, le banche meno temerarie. Probabilmente senza saperlo, i privati possono dare lezioni di oculatezza ai governanti. (A.D.M.)

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