Manovra, Ue e l’asso nella manica: Tria vaglia taglio stime Pil

Secondo indiscrezioni, ci sarebbe un'apertura di massima della Lega. Netto il "no" dei pentastellati

(Teleborsa) – Sono ore febbrili per il governo gialloverde. In vista della risposta dell’Italia all’ultimatum di Bruxelles sulla manovra prevista entro oggi, il Tesoro con il ministro Giovanni Tria prova a tirare fuori l’asso nella manica giocando la carta della limatura delle stime del Pil 2019, riducendole fino all’1,2% dall’1,5% previsto nella Nota di aggiornamento al Def.

Ma, secondo le prime indiscrezioni, mentre dalla Lega nelle riunioni di ieri mattina sarebbe arrivata una prima apertura, sembrerebbe non essere sulla stessa lunghezza d’onda il M5S con Luigi Di Maio che non ci pensa proprio a rivedere parametri, misure e percentuali della manovra. Per il Movimento, insomma, testo e quadro macroeconomico non si cambiano e lo scontro frontale con l’Ue è messo in preventivo.

VERTICE O NON VERTICE? – Questo spiegherebbe anche il giallo sul vertice non vertice di ieri mattina a Palazzo Chigi. Nonostante fonti autorevoli di entrambi i partiti si siano affrettati a respingere voci di divergenze, ancora una volta si sarebbe consumato un braccio di ferro fra il Movimento e il ministro Tria. Il Pil, ragionano infatti a via Venti Settembre, deve scendere necessariamente, tanto più che questo non comporterebbe nessuna modifica sul fronte deficit in quanto la base di partenza sarebbe il Pil tendenziale previsto allo 0,9 per cento.

Il ministro Tria, in ogni caso, ha poi evidenziato la propria posizione sul sito del MEF, secondo cui: “le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un’analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia”.

Tria ha incontrato il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, e ha parlato in commissione alla Camera in sede di audizione sulla manovra, ribadendo in entrambe le occasioni che l’impostazione centrale della manovra resta invariata. Nell’ambito del dibattito con Centeno, Tria non ha però escluso correttivi come le clausole a tutela dei conti.

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