Manovra, Tria ammette: “Spread sopra quota 300 mi preoccupa, non possiamo reggere a lungo questo livello”

Ma precisa: "Non è di sicuro una strategia espansiva temeraria che mette a rischio la tenuta dei conti pubblici"

(Teleborsa) Tirato per la giacchetta dall’esecutivo, chiamato in causa da quanti gli chiedono spiegazioni, è sicuramente Giovanni Tria uno degli uomini più discussi del momento.

SPREAD, NON POSSIAMO REGGERE A LUNGO QUESTO LIVELLO – Dopo giorni di polemiche, il Ministro dell’Economia ammette: “Uno spread alto pone un problema al sistema bancario: è chiaro che non si può andare a lungo su questi livelli e bisogna intervenire”. Lo ha detto, nel corso della registrazione della trasmissione Rai Porta a Porta. Lo spread sopra i 300 punti base, ha anche precisato, “non è una febbre a 40 ma non è neppure 37, è un livello che non possiamo considerare di mantenere così troppo a lungo”.

E ancora: “Vedremo gli stress test il prossimo mese, si vedrà il livello di capitale e lì si vedrà come intervenire”, sempre a proposito dell’impatto dello spread sul sistema bancario. “Una ricapitalizzazione si può fare in tanti modi ma non è che come ministro dell’Economia mi metto a parlare di questo”. 

“Non ho nessun piano B, il governo e il ministero sono in grado di fronteggiare i cambiamenti e quello che succede: siamo pronti a muoverci dopo un’analisi del contesto economico”.

ATTACCO A ROCCO CASALINO –  Intervistato da Famiglia Cristiana, Tria è tornato anche sulle parole del portavoce della presidenza del Consiglio Rocco Casalino in merito all’operato del suo ministero e dei suoi tecnici (aveva minacciato l’epurazione di “quei pezzi di m…”).

“Non desidero commentare volgarità e minacce – ha detto il ministro – contro funzionari dello Stato, specie se questi ricoprono una funzione di garanzia e indipendenza universalmente riconosciuta e prevista dall’ordinamento”.

“Non siamo temerari, non a rischio tenuta conti” – Il Ministro tuttavia blinda la manovra. “Chi sostiene che questo governo voglia portare l’Italia fuori dell’Unione europea e dall’euro è fuori dalla realtà”.  E aggiunge: “La nostra,  spiega il titolare di Via XX Settembre , non è di sicuro una strategia espansiva temeraria che mette a rischio la tenuta dei conti pubblici. E nemmeno si basa su ipotesi avventate ma su prospettive reali che saranno generate dalle misure contenute nella manovra. Del resto, se perseverassimo nella stessa logica dell’ultimo decennio, continueremmo ad avere una crescita troppo bassa che in nessun caso farebbe uscire il sistema Paese dalla crisi in cui si dibatte da troppo tempo”.

MAI MINACCIATO DIMISSIONI – Il ministro, infine, ha smentito di aver mai minacciato le dimissioni. “Sono voci messe in circolazione da chi vuole mettere in difficoltà il governo. Del resto i giornali hanno cominciato parlare delle mie dimissioni ancora prima che giurassi”.

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