Manovra, saltano 2000 emendamenti. Stop al taglio dei vitalizi

Legge di bilancio, bocciati gli emendamenti per l'abolizione definitiva dei vitalizi e la riforma di Inps e Inail

Sono oltre duemila gli emendamenti alla manovra che la Commissione bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili per estraneità di materia o per difetto di copertura.
Tra le proposte di modifica bocciate dalla Commissione, quelle presentate da Pd e M5S per l’abolizione definitiva dei vitalizi, quelle per la riforma della governance di Inps e Inail e quelle sulla riforma del Coni che avrebbero, tra l’altro, consentito all’attuale presidente di svolgere un quarto mandato. Stralciate anche le norme che introducevano una stretta sull’uso di cellulari alla guida e l’obbligo di prevedere allarmi per i seggiolini dei bimbi montanti in macchina in chiave antiabbandono.

SALTA ABOLIZIONE DEI VITALIZI – Non ci sarà l’abolizione dei vitalizi. L’emendamento alla Manovra che prevedeva il taglio non ha superato il vaglio delle ammissibilità in commissione Bilancio della Camera. Lo stop al discusso provvedimento ha innescato uno scontro politico tra il M5S e il Pd.

SCONTRO POLITICO – “E’ vergognoso dichiarare inammissibile l’abolizione dei vitalizi e il taglio delle indennità”, sottolineano i deputati grillini della commissione Affari costituzionali. “La verità – attaccano – è che la maggioranza, in Parlamento, ha voluto definitivamente affossarne l’abolizione. Il Pd e i vecchi partiti non vogliono rinunciare ai privilegi“. Poi l’affondo: “Renzi, Richetti e compagnia bella sono dei bugiardi”.
A replicare con un post su Facebook all’attacco del M5S è proprio Matteo Richetti, primo firmatario di un ddl sull’abolizione dei vitalizi, passato alla Camera e ora al vaglio del Senato. “A differenza dei grillini – scrive il portavoce del Pd – ho proposto e fatto approvare la legge alla Camera. Ho provato, pur sapendo che il rischio inammissibilità era alto perché già formulato al Senato, a inserire la legge nella manovra di Bilancio. E la Camera, non il Pd – precisa – l’ha dichiarato inammissibile“. Per Richetti il punto è uno: “Chiudere questo percorso compete al Senato. Che, lo voglio ricordare – aggiunge -, non ha nemmeno adottato la delibera di taglio drastico del vitalizio che la Camera ha approvato mesi fa. Portando a motivazione che stava arrivando la legge. Si decidano: taglio o ricalcolo. Una delle due. L’immobilismo non è dato. Se non – conclude – in un atteggiamento a dir poco vergognoso”.

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