Manovra, pronto piano B con revisione quota 100 e reddito di cittadinanza

Se i mercati finanziari dovessero colpire duro, il governo ha pronta una manovra più 'morbida'

L’unità d’intenti ritrovata sul condono e la determinazione a tenere duro nonostante la bocciatura Ue non devono trarre in inganno: il governo è sì intenzionato a tenere la barra dritta su legge di Bilancio e deficit, ma ha anche pronto un piano B nel caso in cui i mercati dovessero effettivamente inziare a picchiare duro e lo spread aumentare oltre i livelli di guardia. Nello specifico una “rimodulazione” del reddito di cittadinanza e di quota 100 per la pensione e l’ipotesi di trattare con la Ue.

Un po’ tutti i protagonisti della compagine governativa adombrano la possibilità di limitare le misure di spesa se i mercati dovessero mostrare la faccia feroce. “Non faremo alcuna patrimoniale, né prelievo sui conti – dice Salvini -. Ci può essere semmai una rimodulazione delle misure previste. Essendo persone responsabili viaggiamo con la ruota di scorta”. E il premier Conte: “Sullo spread non posso garantire, siamo però disponibili a valutare un contenimento della spesa”.

Se le cose si dovessero mettere davvero male, il reddito di cittadinanza e la revisione della legge Fornero potrebbero essere rinviati, o diluiti. Questo perché, con i tassi d’interesse in pericolosa ascesa e il sistema bancario sull’orlo del tracollo, il ritorno elettorale (alle elezioni europee di maggio) delle due misure volute da 5Stelle e Lega rischierebbe di essere cancellato. Il ‘Piano B’ scatterebbe dunque se venerdì Standard & Poor’s dovesse declassare il debito italiano più di quanto abbia già fatto Moody’s e se i mercati, dopo la prevista e scontata bocciatura della manovra economica oggi da parte della Commissione Ue, non dovessero concedere margini d’azione.

Le dichiarazioni concilianti di Salvini, Di Maio e Conte e la lettera inviata dal ministro Tria a Bruxelles puntano a evitare proprio l’ escalation del differenziale. Ecco così il leader pentastellato promettere “confronto e dialogo” con la Commissione. Ecco Salvini dirsi pronto a incontrare perfino gli odiati Juncker e Moscovici. E Tria mettere nero su bianco: “Qualora i rapporti deficit-Pil e debito-Pil non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il governo si impegna a intervenire adottando tutte le misure necessarie”.

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