Manovra, pressing Ue: “Misure concrete o avvio procedura”

Bruxelles non ha ancora ricevuto nuove proposte dall'Italia e le attende al più presto

“C’è pochissimo tempo”. E ancora, “le regole vanno rispettate”. La Commissione Europea va in pressing sulla manovra economica, in attesa di una correzione che scongiuri la procedura di infrazione per debito eccessivo. Bruxelles non ha ancora ricevuto nuove proposte dall’Italia e le attende “al più tardi al momento dell’incontro che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrà con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker mercoledì prossimo a Bruxelles”.

MOSCOVICI – “Siamo estremamente attenti e solidali nei confronti degli italiani quando sono in difficoltà, ma le regole vanno rispettate – sottolinea il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, a margine di un’audizione alla commissione Econ dell’Europarlamento, a Strasburgo -. Quello che ci attendiamo è che, se ci sono nuove proposte, tengano conto di queste cose”. “I nostri interlocutori – aggiunge il politico parigino – sanno bene queste cose siamo in contatto costante”.

“Conduciamo questo dialogo – osserva Moscovici – con l’obiettivo di portarlo a buon fine. Le condizioni sono fissate dalle regole: lo ripeto, la Commissione è favorevole a una soluzione per un Paese che è al cuore della zona euro, ma il limite assoluto è il rispetto delle regole”. “Pacta sunt servanda – continua – non entro nei dettagli tecnici. Le regole sono note: bisogna ridurre il deficit strutturale, una deviazione può essere autorizzata e bisogna tenere conto sicuramente di alcuni eventi che si sono prodotti. La Commissione è sempre stata sensibile quando l’Italia è stata colpita da catastrofi naturali. Siamo estremamente attenti e solidali per queste cose, ma le regole devono essere rispettate”.

Poi, rispondendo all’eurodeputata del M5S Laura Agea, che aveva invitato la Commissione a non “attaccarsi ai decimali” e aveva difeso le finalità espansive della manovra del governo gialloverde, contro “l’austerità” imposta dalle istituzioni Ue, Moscovici rimarca: “Non posso lasciare che si dica che abbiamo imposto un’austerità brutale e cieca all’Italia. Questa Commissione ha usato tutte le flessibilità possibili per l’Italia, il solo Paese della zona euro ad avere goduto delle clausole di flessibilità, per 30 mld di euro. Nessuno può dire che l’europa abbia impedito all’Italia di fare investimenti”.

“Non siamo qui per rimettere in discussione le scelte politiche scelte dal governo italiano – sottolinea ancora Moscovici – non è questo il punto. Il livello del debito pubblico italiano e i tassi di interesse sono un problema per l’economia italiana, e la zona euro è uno spazio solidale. Tutti gli economisti ritengono che la causa essenziale” della bassa crescita dell’Italia “è la mancanza di competitività dell’economia italiana. E ci sono riforme che possono permettere di rilanciare la crescita”.

Inoltre, osserva il commissario europeo, oggi l’Italia ha “una crescita stagnante. Come tutte le istituzioni internazionali, non abbiamo la stessa stima sulla crescita italiana che ha il governo italiano, anzi” tra i previsori la Commissione “si posiziona nella parte alta della forchetta. Tutto questo giustifica il dialogo” con l’Italia, un dialogo “rispettoso, che speriamo porti frutti. Non discutiamo la legittimità del governo. Ma le regole comuni” devono essere rispettate, conclude Moscovici.

DOMBROVSKIS – A fargli eco è il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, in audizione davanti alla commissione Econ: “Contiamo che il governo italiano faccia quanto necessario” affinché la manovra per il 2019 “rispetti le regole del patto di stabilità. Il tempo è molto poco” sottolinea. Poi, rispondendo a un eurodeputato, avverte: “Siamo pronti a fare i prossimi passi della procedura” per deficit eccessivo legata al debito. “Siamo impegnati in un dialogo con le autorità italiane e chiediamo una correzione sostanziale” della manovra – rimarca -. in assenza di una correzione sostanziale siamo pronti a fare i passi ulteriori” della procedura.

Per quanto riguarda la possibile procedura per debito, “decideremo sulla base dei risultati delle nostre discussioni” con le autorità italiane, aggiunge Dombrovskis, ricordando che la Commissione nelle sue valutazioni non considera solamente il deficit nominale, le cui stime per il 2019 variano dal 2,4% del Pil previsto dal governo italiano al 2,9% atteso dalla Commissione, quanto il deficit strutturale, vale a dire depurato dagli effetti del ciclo economico (un dato non osservabile la cui stima dipende dalla metodologia adottata): “Nel braccio preventivo non consideriamo solo il deficit nominale e il 3% (la soglia fissata dal patto di stabilità per il rapporto deficit/Pil, ndr) non è un obiettivo – sottolinea -In un contesto in cui il ciclo economico favorevole è importante che gli Stati membri convergano verso l’obiettivo di medio termine. Non possiamo utilizzare solo il 3%: è un approccio troppo semplicistico”.

In collaborazione con Adnkronos

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