Manovra Monti, le misure per la crescita

Oltre all’inasprimento della pressione fiscale, il decreto salva-Italia prevede la riduzione dell’Irap e agevolazioni per le nuove assunzioni

Il cosiddetto decreto salva-Italia ha nell’inasprimento della pressione fiscale e nella stretta sulle pensioni il proprio architrave. Operazione realizzata più con rigore che con equità. Non mancano, tuttavia, misure che dovrebbero contribuire a ravviare la macchina produttiva del paese o – quantomeno – ridurre gli effetti della recessione. Vediamo quali sono.

Irap. Saranno effettuati degli sconti sull’imposta alle imprese che assumono. Obiettivo realizzato tramite la deducibilità integrale dell’Irap lavoro ai fini Ires e Irpef. Sono, anche, favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici.

Ace. Con l’introduzione del meccanismo denominato Ace, che favorisce fiscalmente la raccolta di capitale di rischio per sostenere la patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un’azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e tre nel 2014.

Imprese e capitale. Per i soggetti passivi Ires è ridotto l’onere sulla remunerazione del capitale reinvestito. La trasformazione delle imposte differite attive in crediti d’imposta è esteso a un maggior ventaglio di casi sia in materia di avviamento, sia di bilanci di liquidazione.

Liberalizzazioni. Su questo fronte l’intervento più consistente riguarda le farmacie e i farmaci di fascia C che saranno venduti con ricetta anche nelle parafarmacie. Il tetto per l’autorizzazione all’apertura di una farmacia scende a 4mila abitanti, su tutto il territorio nazionale.
Nessun provvedimento sugli ordini professionali, anche se gli albi avranno tempo fino al 13 agosto per adeguare i rispettivi ordinamenti, diversamente saranno soppressi.
Gestori dei carburanti. I gestori dei singoli punti vendita si potranno rifornire da qualunque rivenditore o produttore. Decade ogni esclusiva dal gennaio 2012 nell’approvvigionamento per la parte eccedente il 50% della fornitura complessiva pattuita e in ogni caso per la parte eccedente il 50% di quanto erogato nell’esercizio precedente.
Negozi. L’orario degli esercizi commerciali diventa libero. E diventa libera anche l’apertura di nuovi esercizi commerciali senza vincoli o limiti territoriali, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori dell’ambiente e dei beni culturali

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