Manovra, aumenta l’iva e super tassa per i ricchi. Donne in pensione più tardi

L’Iva passa al 21%, via libera all’aliquota del 5% per i redditi sopra i 300mila euro. Parte l’iter per l’abolizione delle Province.

Iva al 21%, nuovo contributo di solidarietà per chi guadagna più di 300mila euro, allineamento dell’età della pensione delle donne anche per il privato già dal 2014. Sono queste le novità stabilite dal consiglio dei ministri. Una riunione rapida, di appena 25 minuti, che ha approvato gli ultimi ritocchi alla manovra prima del voto di oggi  nell’aula del Senato. Per accelerare i tempi l’esecutivo ha deciso di porre la fiducia sul provvedimento.

Una scelta obbligata, per il premier Silvio Berlusconi, che nel corso della riunione avrebbe detto che “la manovra va approvata in tempi rapidi”.

Sul testo esaminato dalla commissione Bilancio del Senato arrivano in corsa quindi solo pochi correttivi: “L’adeguamento – spiega una nota di palazzo Chigi – delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014“, l’aumento di un punto dell’Iva e un contributo del 3% per i redditi sopra i 300mila euro.
Ma questi tre punti non rappresentano le uniche novità. Insieme alle modifiche alla manovra, palazzo Chigi ha annunciato anche una proposta per introdurre in Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio. E sempre alla Carta fondamentale il governo vuole mettere mano per sottrarre le competenze alle Province e affidarle alle Regioni. Annuncio, questo, che lascia intendere la ripresa del progetto di cancellare le Province, finora bloccato dalla Lega.

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