Manovra, Dl Fisco rilancia i PIR: novità in arrivo nel 2020 

Casse di previdenza e ai fondi pensione potranno sottoscrivere più di un Pir, investimenti più mirati verso piccole imprese

Dopo una fase di stallo – complici le modifiche introdotte con la precedente Legge di Bilancio –  il mercato dei PIR (Piani Individuali di Risparmio) prova a ripartire e a riprendere la corsa, rallentata negli ultimi mesi, come certifica il consistente calo registrato nel primo semestre 2019.

Nella giornata di ieri la commissione Finanze della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento del vicepresidente dell’organo parlamentare nonché componente del coordinamento di presidenza di Forza Italia, Sestino Giacomoni,  che punta a ridare slancio ai PIR.

“Grazie al lavoro serio e costruttivo portato avanti da Forza Italia in Commissione Finanze è stato approvato un emendamento che dal 1° gennaio 2020 farà ripartire i Piani individuali di risparmio, dandogli nuovo slancio. La mia proposta di legge sui Pir è stata infatti trasformata in emendamenti a mia firma al decreto fiscale che, dopo un serio confronto in commissione, sono stati rielaborati dalla maggioranza e raccolti in un unico emendamento sottoscritto ed approvato da tutti. Maggioranza e opposizione insieme hanno finalmente inserito nel decreto fiscale, noto soltanto per le manette e per gli adempimenti fiscali e burocratici aggiuntivi, un provvedimento volto allo sviluppo ed al finanziamento delle piccole e medie imprese italiane” , ha sottolineato Giacomoni in una nota.

Si allargano le maglie dei vincoli e risparmi indirizzati in modo più mirato verso le piccole imprese. In concreto, l’emendamento Giacomoni consentirà a casse di previdenza e ai fondi pensione di superare il vincolo dell’unicità del Pir previsto per le persone fisiche. Fondi pensione e casse potranno dunque sottoscrivere più di un Pir,  nel limite del 10% del patrimonio. Un’altra modifica specifica riguarda il fatto che almeno il 5% della quota del 30% destinata ad investimenti in economia reale deve essere indirizzato a strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib e Ftse Mid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati, ossia a piccole e piccolissime imprese. 

“CON PIR 150 MILIARDI A PMI” – “Le mie previsioni, supportate dalle esperienze degli altri Paesi, sono che in 10 anni potranno essere raccolti dai Pir ed indirizzati nell’economia reale ed in particolare al finanziamento delle Pmi oltre 150 miliardi di euro di risparmi privati”, ha concluso Giacomoni.

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