Manovra, Di Maio all’assalto di Tria: “Ministro serio trovi i soldi per le riforme”

"Gli italiani in difficoltà non possono più aspettare, pretendo che il ministro dell'Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi", ha detto il vicepremier

(Teleborsa) Cresce la tensione all’interno della maggioranza nella settimana decisiva per dimostrare che quello che è stato presentato più volte come il governo del cambiamento può passare dalle parole ai fatti, dimostrando di avere i numeri per realizzare, tra le altre, le due misure bandiera, reddito di cittadinanza e flat tax. Di Maio e Salvini, dunque, si preparano all’ultimo pressing sul ministro dell’Economia Giovanni Tria.

DI MAIO VA ALL’ATTACCO DI TRIA – In particolare, a finire nel mirino dei 5Stelle, il titolare del dicastero di via XX Settembre. Un affondo quello del vicepremier pentastellato che non usa giri di parole:
“Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria”, precisa il capo politico dei 5 Stelle ma, scandisce, “pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. Gli italiani in difficoltà non possono più aspettare, lo stato non li può più lasciare soli e un ministro serio i soldi li deve trovare”.

Sempre in serata, nel corso della sua partecipazione a Dimartedì su La7,  Di Maio ha affermato che le risorse per la manovra saranno reperite con “tagli alle spese ma anche facendo deficit: non serve superare il 3%. L’obiettivo è soddisfare le richieste degli italiani. Si fa tagliando gli sprechi e altre risorse arriveranno dalla crescita economica”. “Abbiamo bisogno di prendere un po’ di soldi dal deficit poi li ridaremo con la crescita”,  ha precisato ancora.

“La nostra priorità è far lavorare gli italiani e non rispettare lo zero virgola”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini sempre  su La7. “Il mondo, ha precisato, aspetta che l’Italia torni ad essere quello che era qualche tempo fa. I soldi per far lavorare i ragazzi italiani ci sono”. “Cominceremo a smontare la legge Fornero nelle prossime settimane. Lo sento come un dovere morale”, ha concluso il ministro.

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