Manovra, decreto Ristori e nodo chiusure: corsa a ostacoli del Governo

E' ufficialmente iniziato il "Conte alla rovescia"

Natale con i botti per Conte & Company impegnati su più fronti, tutti a dir poco bollenti. Una vera corsa a ostacli per l’esecutivo che, calendario alla mano, ha tante scadenze da rispettare in pochi giorni, per giunta quando mancano poco più di 10 giorni a Natale. 

CONTE ALLA ROVESCIA – Si proverà (ma non sarà facile) a rispettare la tabella di marcia per chiudere l’esame  della prossima Legge di Bilancio intorno ai 40 miliardi in commissione Bilancio alla Camera mercoledì 16 dicembre. Il testo passerebbe quindi all’esame dell’aula il 18, che dovrebbe dare semaforo verde in prima lettura, con  probabile fiducia su un maxi-emendamento, entro domenica 20 dicembre. Così lunedì 21 la manovra approderebbe in Senato dove tre giorni dovrebbero bastare  per  l’esame del testo,  blindato. Unica strada per accorciare i tempi già stretti.

Se sulla manovra bisogna correre, anche sul decreto Ristori  (da poco meno di 20 miliardi nel quale sono confluite le versioni bis, ter e quater dei provvedimenti che l’esecutivo ha di volta in volta messo in campo per andare in soccorso delle categorie più in difficoltà a causa delle restrizioni messe in campo in questi mesi per frenare la diffusione della pandemia nel nostro Paese ) bisogna mettere il turbo.

Anche qui la strada è stretta e rigorosamente in salita: dopo l’ok delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato toccherà l’esame dell’aula di Palazzo Madama: lunedì 14 dicembre il provvedimento approderà in aula.  Anche qui bisogna fare in fretta: il decreto Ristori dovrà tagliare il traguardo entro il 27 dicembre ( siamo ancora all’esame in prima lettura), quando scade  il primo dei quattro decreti legge.

NODO SPOSTAMENTI – C’è poi la questione – a dir poco spinosa – legata agli spostamenti. Se, infatti, fino a qualche giorno fa, la sensazione era che si andasse verso un possibile allentamento delle maglie, il Governo – in scia all’alto numero di decessi e al crescente timore di una terza ondata da scongiurare, invece, con tutti i mezzi – in queste ore starebbe preparando una piccola retromarcia. Preoccupano, infatti, le immagini degli assembramenti per le vie dello shopping, da Milano a Roma, passando per Bologna.

Rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, permettendo però un allentamento per i piccoli Comuni. Si valuta una deroga che dia, a chi abiti in paesi sotto i 5000 abitanti, la possibilità di spostarsi entro i 30 chilometri. Al vaglio dell’esecutivo, dunque, un irrigidimento delle misure anticontagio nei giorni festivi e prefestivi.  L’ipotesi è adottare norme omogenee in tutto il Paese, con un irrigidimento delle disposizioni come annunciato anche dalla Cancelliera Merkel in Germania.

Per ora, non si sarebbe entrati nello specifico delle misure, anche perché si vuole attendere l’incontro previsto con il Comitato Tecnico Scientifico. Una riunione tra i capidelegazione della maggioranza, il Cts e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è infatti in programma oggi.

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