Manovra d’autunno, il Governo guarda a ottobre e fa i “conti” con la coperta corta

Tutti i nodi verranno al pettine quando l'esecutivo dovrà uscire allo scoperto presentando la manovra per il 2020 e mettere sul piatto le soluzioni da adottare rispetto all'aumento dell'Iva

“La grande sfida è la manovra di autunno, dove si devono trovare le risorse. È forse arrivato il momento di un bagno di realismo per il Paese”. A fissare il perimetro entro il quale si muove e si dovrà muovere, non senza difficoltà, il Governo gialloverde, era stato qualche giorno fa Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Sì, perchè tutti i nodi verranno al pettine in autunno quando cioè l’esecutivo dovrà, gioco forza, uscire allo scoperto presentando la manovra per il 2020 e mettere sul piatto le soluzioni da adottare rispetto all’aumento dell’Iva, al momento messo nero su bianco nel Def.

Un contesto generale che resta rigorosamente complicato, nel quale però non manca qualche spiraglio. Allo stato attuale, infatti, dopo due trimestri negativi, è arrivata la valutazione della crescita del primo trimestre e il’Istat ha certificato che l’economia italiana ha ritrovato il segno più (0,2%) spazzando via il temuto scenario della recessione.

Nella seconda parte dell’anno, poi, si spera che il decreto crescita, sblocca cantieri e reddito di cittadinanza, possano far vedere segni positivi sul Pil. 

Sul quadro generale, ovviamente, aleggia il fantasma del debito pubblico che quest’anno aumenterà (dal 132,2 al 132,6%) e il deficit del 2020 che, senza l’aumento dell’Iva, rischia dite  sfondare la soglia del 3%.  

IL GOVERNO GUARDIA GIA’ A OTTOBRE – Per questo e altri motivi, il vero banco di prova si chiama “manovra d’autunno” con i 23 miliardi di clausole Iva da scongiurare e la correzione di altri cinque miliardi per rispettare i parametri europei. A questo punto, due le opzioni: una nuova spinta alla spending review e la revisione delle spese fiscali, magari ricorrendo a delle rimodulazioni selettive delle aliquote Iva.

LA FAMOSA  COPERTA CORTA – Ecco qui che torna la famosa e odiata coperta corta con la quale tutti i Governi hanno dovuto fare i conti.

TAGLI A SPESE E AGEVOLAZIONI – Con 23 miliardi immobilizzati per evitare lo scatto dell’Iva, bisognerà affrontare il problema di finanziare anche per il 2020 il reddito di cittadinanza e quota 100, le due misure totem dell’esecutivo.  In quest’ottica, risorse consistenti potrebbe arrivare solo da una revisione della tax expenditure ma sforbiciare detrazioni e agevolazioni fiscali significherebbe aumentare le tasse. Ma Salvini, che gioca gran parte della sua partita in campo fiscale, e il collega pentastellato Di Maio, vogliono muoversi con la massima cautela. 

 

 

Manovra d’autunno, il Governo guarda a ottobre e fa i “con...